Guida al Reddito di inclusione. Cos'è, come funziona, come si calcola l'importo

La misura sostiene chi ha un Isee che non supera i seimila euro e vale anche per le famiglie che hanno una casa di proprietà - Che cosa è e chi ne può beneficiare

Guida al Reddito di inclusione. Cos'è, come funziona, come si calcola l'importo
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Il reddito di inclusione (Rei), misura che serve ad assicurare il sostegno economico alle famiglie in difficoltà, comincia a prendere forma. La legge delega è stata approvata dal Senato lo scorso 9 marzo, dopo il passaggio alla Camera a luglio 2016 e il Governo dovrà entro maggio scrivere i decreti attuativi. Ma intanto un altro passo in avanti è stato fatto con la firma a Palazzo Chigi (venerdì 14 aprile) di un memorandum tra l'esecutivo e l'Alleanza contro la povertà, per mettere nero su bianco i criteri che regoleranno tale strumento.

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Cosa c'è scritto sul memorandum 

  • Reddito Isee - Nell'intesa raggiunta è previsto che il reddito Isee non sia l'unico criterio per l'accesso al Reddito Inclusione (Rei), ma si tenga conto anche del reddito disponibile, così da permettere l'accesso alla misura anche a chi è proprietario della casa in cui abita, ma versa in stato di povertà. Per accedere bisogna non avere un reddito Isee superiore ai 6mila euro, superiore a quella usata oggi per il Sia (Sostegno per l'inclusione attiva) stabilita a 3mila euro
  • Importo del beneficio - L'importo del beneficio economico è calcolato dalla differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento Isr (indicatore della situazione reddituale) che è la parte che riguarda il reddito contenuta nell'Isee (tenuto conto della scala di equivalenza).
    Si ritiene - si legge nel memorandum - che l'erogazione debba coprire il 70% della differenza calcolata e comunque, in sede di prima applicazione della misura, l'importo non deve essere inferiore all'assegno sociale mensile. Dall'importo così calcolato vengono comunque sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali dal nucleo familiare, a eccezione dell'indennità di accompagnamento.
     
  • In caso di occupazione - Per evitare che il beneficio si trasformi in un disincentivo alla ricerca di un'occupazione stabile, il Ministero del Lavoro sta studiando dei meccanismi per i quali la misura, in versione ridotta, venga erogata anche nel caso di incremento del reddito al di sopra della soglia di accesso al beneficio.
     
  • I servizi per l'inclusione - Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali s'impegna a introdurre nel Fondo alla lotta alla povertà una specifica linea di finanziamento strutturale per i servizi connessi al Rei in forma di quota vincolata da destinare ai territori. La quota non dovrà scendere mai al di sotto del 15% del Fondo alla lotta alla povertà e la quota destinata ai servizi d'inclusione sociale non scenderà mai al di sotto del 25% del Fondo stesso.
  • Supporto ai territori - Nel decreto legislativo sarà prevista una struttura nazionale permanente di affiancamento alle amministrazioni territoriali per garantire una applicazione uniforme del Rei. Nel memorandum si legge che alla struttura devono essere garantite risorse umane ed economiche adeguate al fine di svolgere in maniera continuativa l'attività e di fornire strumenti adeguati alle amministrazioni coinvolte.Tra i compiti della struttura nazionale sono previsti:
    • Attività di promozione
    • Sostegno e implementazione del Rei
    • Supporto nello sviluppo delle competenze necessarie 
    • Costituzione di una comunità di pratiche 
    • Diffusione di linee guida, di protocolli formativi e operativi
    • Realizzazione di incontri, interventi di tutoraggio alle realtà locali in difficoltà.
  • Monitoraggio - Entro la fine dell'anno, il ministero del Lavoro presenterà un piano di monitoraggio per verificare l'applicazione del Rei su tutto il territorio nazionale. Il piano definirà:
    • Le modalità operative per la raccolta dei dati e i soggetti coinvolti 
    • Gli indicatori qualitativi e quantitativi per la verifica dell'attuazione del Rei, sia per la parte di sostegno al reddito che per i servizi alla persona.

Il memorandum si conclude con la previsione che il ministero del Lavoro e delle politiche sociali si impegni alla gestione associata del Rei nel territorio e che la definizione delle forme di gestione associata sia di competenza delle regioni.