Qualcuno ha 'marchiato' le case degli antifascisti a Pavia

Nella notte sono comparsi su porte e citofoni adesivi per 'marchiare', scrive Repubblica le abitazioni degli attivisti

Qualcuno ha 'marchiato' le case degli antifascisti a Pavia
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 Un adesivo lasciato sulla porta di un attivista antifascista

Decine di attivisti pavesi sabato mattina si sono svegliati con un adesivo sulla porta di casa o sul citofono: "Qui vive un antifascista", stampato con font utilizzati da formazioni di estrema destra e il simbolo "antifa" barrato. Lo riporta la Provincia Pavese secondo cui il raid è avvenuto nella notte alla vigilia dell'appuntamento elettorale e tra le persone prese di mira ce ne sono alcune implicate nei processi per i fatti del 5 novembre e altri attivi su pagine Facebook nel contrastare razzismo e ostentazioni fasciste.

A Pavia la presenza e l'attivismo delle sigle di estrema destra è più che palpabile e sempre più viso aperto rispetto a quando, due anni fa, CasaPound aprì una sua sede sotto copertura, ad appena 200 metri dal circolo Arci, per uscire allo scoperto solo successivamente, scrive Repubblica.

Tra i "marchiati" c'è anche l'assessore alla cultura Giacomo Galazzo: "Non so se l'hanno appeso stanotte o stamattina, l'ho trovato tornando dalla celebrazione di matrimoni. Un gesto squadrista, un'intimidazione vergognosa. io e tutti gli altri rispondo con orgoglio che sì, ci abita un antifascista e continuerò a uscire di casa per dirlo a voce alta" ha detto al quotidiano pavese. 

 

 



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