Rai: Colombo-Tobagi, nostro voto in difesa indipendenza azienda

(AGI) - Roma, 19 nov. - "Il nostro voto a favore del ricorsocontro il decreto che ha distolto dal bilancio del serviziopubblico 150 milioni di canone Rai gia' versato dai cittadinie' stato un atto dovuto, per rispetto delle regole a cui tutti,anche il governo, devono attenersi. Non e' un voto contro ilrisanamento della Rai, che abbiamo appoggiato, nei fatti, inogni modo". Lo sottolineano in una nota i consiglierid'amministrazione Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi, secondoi quali "sottrarre il canone gia' versato e' una violazionedelle regole poste a tutela dell'indipendenza del serviziopubblico

(AGI) - Roma, 19 nov. - "Il nostro voto a favore del ricorsocontro il decreto che ha distolto dal bilancio del serviziopubblico 150 milioni di canone Rai gia' versato dai cittadinie' stato un atto dovuto, per rispetto delle regole a cui tutti,anche il governo, devono attenersi. Non e' un voto contro ilrisanamento della Rai, che abbiamo appoggiato, nei fatti, inogni modo". Lo sottolineano in una nota i consiglierid'amministrazione Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi, secondoi quali "sottrarre il canone gia' versato e' una violazionedelle regole poste a tutela dell'indipendenza del serviziopubblico dall'esecutivo. La tv pubblica e' finanziata conun'apposita "tassa di scopo" nella maggior parte dei paeseeuropei proprio per non renderla direttamente dipendente dallagenerosita', o meno, del governo di turno". Nel ricostruiretutti i passaggi della vicenda, Colobo e Tobagi sottolineanoche il loro voto a favore del ricorso "e' un atto a tutela delpatrimonio aziendale, e insieme un gesto che vuole ribadire lanecessita' della massima chiarezza e rispetto delle regole, apartire dai principi della Costituzione, tra Rai e governo. Cisiamo impegnati per il risanamento, ma come amministratori nonpotevamo restare inerti davanti alla necessita' di verificarese un provvedimento che ha inciso cosi' profondamente sulla Raisia o meno incostituzionale. Ci siamo spesso chiesti cosasarebbe accaduto se fosse stato un altro governo, per esempioun governo Berlusconi, a sottrarre alla Rai una parte delcanone gia' versato dai cittadini: crediamo che in moltisettori della societa' vi sarebbe stata una vivace opposizione.Ma l'indipendenza del servizio pubblico dall'esecutivo,tutelata anche attraverso il canone destinato a finanziarlo, e'un valore da tutelare a prescindere da chi e' al potere. Nonbisogna creare pericolosi precedenti". (AGI).