Cosa ha detto Delrio a Rimini sul crollo del ponte Morandi

Il presidente dei deputati del Partito democratico ha risposto alle domande del Meeting di Rimini sui fatti di Genova. Poi in un colloquio con un parlamentare dem ha parlato della perizia pubblicata da L'Espresso e della secretazione degli atti. 

Cosa ha detto Delrio a Rimini sul crollo del ponte Morandi
 Afp
 Graziano Delrio

"Noi abbiamo seminato per il bene, abbiamo aumentato le manutenzioni dell'80% ma questo resta un paese fragile e la politica deve continuare a fare il suo dovere fino in fondo": è questo forse il messaggio principale che il presidente dei deputati del Pd Graziano Delrio ha consegnato al Meeting di Rimini a proposito del crollo del ponte Morandi, dopo aver ricordato le vittime della tragedia di Genova.

Pur nelle diversità, ha aggiunto, "ognuno di noi persegue innanzitutto il bene della comunità e l'interesse sociale. Viviamo giorni cattivi , credo questo appello abbia un significato speciale. Ero indeciso se rompere il silenzio ma ora che funerali sono stati fatti, dedichiamo un commosso ricordo alla vittime tutti assieme. Questo Paese ha bisogno di verità e coesione, la bandiera appartiene a tutti".

"Ho partecipato ai funerali della strage di Andria, non scappo dalle mie responsabilità", ha inoltre risposto a chi gli chiedeva perché non avesse partecipato ai funerali delle vittime del crollo del ponte Morandi a Genova. "Si è deciso con il segretario Martina che avrebbe partecipato il Partito democratico ed è il segretario"

"Se uno pensasse di avere fatto tutto e di più, si sentirebbe sempre a posto, ma sarebbe una presunzione inutile. Quando si governa si sbaglia, questo credo che valga per tutti. Ci tengo a dire che i fatti però hanno una loro testardaggine".

Delrio, ripercorrendo la vicenda del crollo del ponte Morandi e degli stanziamenti messi a disposizione del governo per la manutenzione delle infrastrutture, ha aggiunto che "Dal 2001 al 2013 per investimenti di Rfi sono stati dati 47 miliardi di euro; tra il 2014 al 2018 sono stati dati 48 miliardi di euro. La gran parte di questi soldi per indirizzo politico del ministero erano su manutenzione delle reti esistenti e sicurezza. Se non ci credete andate a verificare dai contratti di programma e dai dirigenti di Rfi. Anas riceveva 800/900 milioni all'anno decisi a novembre. Con i nostri governi ha ricevuto 23 miliardi di euro e l'indirizzo era di dare oltre il 50% a manutenzione e cura della rete esistente. Questi sono i dati di fatto".

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Dopo l'incontro, il colloquio con i suoi 

A margine dell'incontro pubblico, parlando con i suoi, Delrio ha inoltre aggiunto che "Il comune e la regione non potevano far partire la gronda a meno che non avessero 5 mld. L'unica soluzione era un accordo con autostrade. Che poteva fare solo il concedente, cioè lo stato". "Vista la situazione tragica, è necessario dire in primo luogo le conclusioni della commissione non fu trasmessa a livello politico ma rimase un atto fra tecnici, il ministro in ogni caso non è stato informato".

La commissione a cui fa riferimento Delrio con buona probabilità è quella che ha scritto il verbale pubblicato ieri da L'Espresso, in cui si diceva che il ministero era al corrente di una riduzione del 20% dei tiranti del ponte Morandi. Delrio ha poi aggiunto: 

"Ho pubblicato io sul sito del ministero dei Trasporti la convenzione del 2007 per trasparenza, vincendo molte resistenze. Ma in ogni caso si fa un semplice accesso agli atti e ogni parlamentare riceve risposte. La convenzione 2007 è stata approvata per legge e tutto allora andò è alle commissioni parlamentari compresi gli allegati finanziari... Non vi sono atti secretati". 

"Inoltre", ha aggiunto Delrio stando a quanto riferisce un deputato dem con cui ha parlato "i piani economico finanziari ( che dicono gli aggiustamenti economici fatti) sono approvati dal ministero dell'Economia e dalla Corte dei conti, e quindi pubblicati. Sono pubblici. Poi non vi è stato nessun allungamento concessione nel 2017". Quindi per Delrio nessuna perizia è trasmessa al ministro, non c'è nessun atto secretato, nessuna proroga è attiva né è stata fatta in segreto ma con regole europee. 

 



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