"Le tasse sulle auto aziendali e sulla plastica vanno ripensate" dice Cecilia Guerra di Leu

Niente sconti, invece, sulla sugar tax perché "le statistiche ci dicono che l’obesità riguarda una percentuale rilevante della nostra popolazione, purtroppo anche giovanile"

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Pierpaolo Scavuzzo / AGF
Cecilia Guerra

Sulle auto e plastica la stretta fiscale va ripensata E per avviare la riduzione del contante ci vuole più tempo. Cominciano i ripensamenti anche all’interno del governo sulla manovra economica varata dall’esecutivo giallorosso. E in un’intervista al Corriere della Sera la sottosegretaria al Mef Cecilia Guerra, esponente della sinistra di LeU, accoglie l’invito del premier Conte a trovare ricette correttive. A cominciare dalla stretta “sulle auto aziendali o alla plastic tax”. Con l’obbiettivo di “ridurre ancora di più le tasse”.

Sulle auto, spiega Guerra, “l’obiettivo che ci siamo dati è quello di legare l’agevolazione fiscale esistente a un obiettivo di riduzione delle emissioni: e allora, fermo restando che ibride ed elettriche restano del tutto fuori dalla stretta, si potrebbe disegnare un intervento più leggero perle auto meno inquinanti. Così il principio generale verrebbe salvaguardato”. Men sulla plstic tax, la sottosegretaria premette che “una tassa del genere c’è in molti Paesi europei” per poi ammettere che “potrebbero essere esclusi i prodotti monouso che contengono plastica riciclata, oltre a quella compostabile che è già esentata”.

Niente sconti, invece, sulla sugar tax perché “un’imposta simile è stata introdotta in Gran Bretagna e, un anno dopo, il 50% dei produttori aveva ridotto la quantità di zucchero nei propri prodotti per una quantità complessiva di 45 milioni di chili”. Ciò che fa dire alla sottosegretaria Guerra che “mi sembra un ottimo risultato, al quale dovrebbe tendere anche un Paese come l’Italia” in quanto “le statistiche ci dicono che l’obesità riguarda una percentuale rilevante della nostra popolazione, purtroppo anche giovanile”.

Al quotidiano che fa notare che la coperta è stretta e chiede da dove si possono prendere i soldi a copertura, la numero due del Mef, risponde che da Quota 100 non se ne parla di attingere: “Quota 100 non si tocca nemmeno una virgola. E se cominciamo a parlarne non si sa dove andiamo a finire. Anche se per il 2021 se ne dovrà discutere”.

Semmai, ritiene Guerra, “credo che si possa limare, almeno per i primi anni, il sistema di forti incentivi che la manovra disegna per l’uso della moneta elettronica” procedendo nella transazione verso i pagamenti elettronici “con una maggior e gradualità”.



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