Effetto Pizzarotti: il sindaco di Parma attira gli espulsi da Grillo

Da Livorno a Gela si aggregano e 'minacciano' il Movimento 5 Stelle. Anche con un nuovo soggetto politico: Alternativa Libera

Effetto Pizzarotti: il sindaco di Parma attira gli espulsi da Grillo

Lo chiamano “Effetto domino” giocando con il nome della progetto politico di Federico Pizzarotti “Effetto Parma”, ma per i grillini c’è poco da scherzare: dopo la defenestrazione della candidata M5S a sindaco di Genova Marika Cassimatis, attivisti, meet-up (una sorta di assemblee territoriali) e delusi da Beppe Grillo vanno via dal Movimento per approdare nella nuova rete del sindaco di Parma e nel soggetto politico “Alternativa Libera”.

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Da Livorno a Gela, ecco l’“Effetto Pizzarotti”

"Cara Cassimatis, vieni con noi, le porte sono aperte. Qui si parla di temi, non di persone.
#democraziacercasi #EffettoParma": aveva scritto Pizzarotti su Facebook alla vigilia della cacciata. Un invito che , secondo quanto riportato da Repubblica, verrà probabilmente accettato dall’ex candidata di Genova.  

E’ probabile che alla fine Cassimatis "unisca il suo percorso a quello di Paolo Putti, l’ex capogruppo M5S in consiglio comunale che ha creato Effetto Genova insieme ad altri tre fuoriusciti formando il primo nucleo ufficialmente affiliato a quello di Parma”. E non è stato il solo: “Le gesta di Putti sono già state seguite da un altro consigliere comunale ligure, Fabio Vistori, che, dopo un altro atto di imperio guidato dalla fedelissima di Grillo in regione Alice Salvatore, ha creato Effetto la Spezia”.

Ma le richieste di adesione a Pizzarotti sono arrivate anche da:

  • Lucca
  • Livorno
  • Ischia
  • Padova
  • Catanzaro
  • Imperia

Assai vicina anche la partecipazione del sindaco di Gela, Domenico Messinese, e quello di Comacchio, Marco Fabbri, espulso nel 2014. 

Cos’è “Alternativa libera” e chi c’è alla guida

Nata dagli esponenti M5S fuoriusciti in Parlamento e presentata sabato, “Alternativa Libera” – si legge su Repubblica – “conta 5 deputati e raccoglie 52 associazioni sparse per l’Italia e 400 associati”, perlopiù ex pentastellati. Dall’inizio della legislatura sono 37, di cui 18 alla Camera e 19 al Senato, i deputati ed i senatori che hanno lasciato o sono stati esclusi dal Movimento e che hanno aderito al gruppo misto o ad altre formazioni politiche.

La concezione del nuovo soggetto politico è la stessa del Movimento. “Alternativa libera” è regolata da uno statuto votato a Roma e regolato da norme stabilite attraverso una piattaforma di democrazia diretta chiamata Sinapsi. Alla guida del gruppo c’è Massimo Artini espulso dal Movimento il 27 novembre del  2014: a decidere la sua cacciata era stata una consultazione online dopo che non aveva restituito parte dello stipendio, della diaria e dei rimborsi, come annunciato in campagna elettorale. L'accusa fu respinta da Artini che pubblicò sul proprio sito il rendiconto di quanto versato e contestò la procedura di espulsione. Poi annunciò in un'intervista al Fatto Quotidiano che Gianroberto Casaleggiolo aveva querelato.


I deputati di Alternativa Libera

  • Massimo Artini
  • Marco Baldassare
  • Eleonora Bechis
  • Samuele Segoni
  • Tancredi Turco

Cosa c’entra la rete di Pizzarotti con  “Alternativa libera”

I due soggetti hanno vita diversa, ma in futuro lavoreranno insieme. Ad assicurarlo è lo stesso Pizzarotti in un video messaggio inviato sabato alla Costituente di Alternativa Libera: “Noi adesso siamo concentrati sulle nostre amministrative, ma per il futuro potremo lavorare assieme”. Per entrambi, il raggio d’azione è quello del centro-sinistra.

Dal canto suo, il sindaco di Parma ha già stilato una carta dei valori perché “non possiamo imbarcare tutti”. Tra pochi giorni - ha spiegato Pizzarotti - “presenteremo il programma, che speriamo possa ispirare altri gruppi in giro per il Paese. Il punto di riferimento non sono io, ma il gruppo e i suoi valori. Non abbiamo abbassato la testa e abbiamo saputo guardare avanti. Con la fortuna di una ribalta mediatica che ad altri consiglieri bravi, in giro per l'Italia, è mancata, nonostante abbiano fatto percorsi simili al nostro, e ora si trovino a dover abbandonare il progetto in cui hanno creduto”

Appoggio totale a Grillo

Alessandro Di Battista offre il suo appoggio totale a Grillo nella sua operazione 'mele marce'. “Beppe è il nostro garante, se ha preso questa decisione io sono d’accordo e mi fido di lui”, è il commento di Di Battista riportato dal Corriere della Sera.“Siamo la prima forza politica del Paese e la cosa più importante è tutelare questa forza, anche perché stiamo in una vasca di squali. In ogni caso, quando si hanno dei dubbi su una determinata lista è giusto che il garante intervenga”. Lo scopo di Grillo – assicura ‘Dibba’in un’intervista pubblicata su Repubblica - è quello di “evitare che il giorno dopo le elezioni si assista all’uscita di eletti nel nostro Movimento verso i gruppi misti in Parlamento. Il Misto è il terzo gruppo, è uno scandalo. Bisognerebbe introdurre il vincolo di mandato”.