Pd: dissenzienti 'primedonne'? 'Duello' tra Cuperlo e Orfini

(AGI) - Roma, 26 nov. - "Apro stamane il Corriere della Sera eleggo alcune tue dichiarazioni. Sono virgolettate, come usanofare i giornalisti. Puo' darsi siano parole che tu non haipronunciato mai e in questo caso leggero' con sollievo unasmentita. Comunque dici, o ti fanno dire, che la trentina dideputati che ieri non ha votato il jobs act sarebbero delle'primedonne'". Gianni Cuperlo affida a Facebook un'ampiarisposta a distanza a Matteo Orfini, peche' e' lui, segnalaancora l'esponente della sinistra Dem, ad aggiungere che queidissenzienti "sarebbero 'vittime di protagonismo a fini diposizionamento interno.

(AGI) - Roma, 26 nov. - "Apro stamane il Corriere della Sera eleggo alcune tue dichiarazioni. Sono virgolettate, come usanofare i giornalisti. Puo' darsi siano parole che tu non haipronunciato mai e in questo caso leggero' con sollievo unasmentita. Comunque dici, o ti fanno dire, che la trentina dideputati che ieri non ha votato il jobs act sarebbero delle'primedonne'". Gianni Cuperlo affida a Facebook un'ampiarisposta a distanza a Matteo Orfini, peche' e' lui, segnalaancora l'esponente della sinistra Dem, ad aggiungere che queidissenzienti "sarebbero 'vittime di protagonismo a fini diposizionamento interno. Ma alla fine si sono auto isolati. Epoi quanti sono, 30? Il 10 per cento del gruppo Pd, belrisultato: vi ricordo che contro Renzi all'inizio c'era lamaggioranza dei deputati. E poi questa e' tutta gente che haingoiato senza dar cenni di sofferenza il voto sul pareggio dibilancio in costituzione e la legge Fornero'". "Perche' ti scrivo qualche riga che puo' darsi tu nemmenolegga? Perche' - spiega Cuperlo - sono impressionato dal tono edal merito di queste frasi. Perche' mi faccio qualche domandasul retroterra che le sostiene". "Che peccato, caro Matteo. Sono stato anch'io per qualchesettimana presidente della nostra assemblea. Poi ho lasciatoquel posto per le ragioni che sai. Qualche mese dopo - e' lastoccata che arriva all'attuale presidente Pd - un capo dellatua corrente e' venuto a chiedermi di non ostacolare la tuacandidatura allo stesso incarico". "Avevi, avevate gia' compiuto una scelta convinta elegittima di pieno sostegno e ingresso nella maggioranza uscitavincente, che dico, stravincente, dal congresso. Non credo -riprende Cuperlo - che la mia opinione sulla tua elezione apresidente dell'assemblea abbia avuto qualche influenza o peso.Ma non ho avuto dubbi nel dire che mi pareva un'ottimasoluzione per la qualita' della persona. E ti ho votato, ameta' di giugno mi pare. Ti ho votato come presidente delnostro partito. Che dovrebbe essere - sottolinea - una figuradi garanzia verso tutti". "'Questa e' tutta gente che ha ingoiato...'. Tutta gente?Non e' 'gente', Matteo. Sono - scrive ancora Cuperlo -parlamentari del partito che tu presiedi. Ciascuno di loro hauna biografia, risponde alla sua comunita' politica e diterritorio. Sul pareggio di bilancio e sulla legge Forneroabbiamo detto e scritto non poche cose. Sulla seconda, inparticolare, la battaglia per chiudere la pagina vergognosadegli esodati transita di decreto in decreto per estendere laplatea dei salvaguardati. Ma non e' questo il punto. No,proprio non e' questo il punto". ORFINI A CUPERLO, SE FACESSIMO TUTTI COME VOI ADDIO PARTITO Dissidenti 'primedonne'? "Quelle parole le ho dette e le hodette perche' le penso". Nessuna smentita, dunque: MatteoOrfini risponde a stretto giro a Gianni Cuperlo, sempre viaFacebook. "Vedi caro Gianni, ieri - scrive il presidentedell'Assemblea nazionale Pd - e' successa una cosa molto grave.E per me dolorosa. Dopo mesi di discussione, dopo un impegnocollettivo nella modifica di un testo importante, dopo unpaziente lavoro di sintesi, al momento del voto finale unaparte del nostro partito ha deciso di non rispettare le sceltee il lavoro che tutti insieme avevamo fatto". "Tu - riprende - ricorderai che all'inizio di questalegislatura io piu' di altri avevo perplessita' sulla scelta difar nascere un governo insieme a Berlusconi. Ricordo uncolloquio che ebbi con te in Parlamento, in cui mi spiegastiche in quelle condizioni e dopo una decisione assuntacollegialmente, non si poteva che bere l'amaro calice. Perche'proprio nei momenti difficili e' doveroso farsi caricocollettivamente delle responsabilita', anche se non sicondividono quelle scelte. Ti ascoltai, caro Gianni, perche'quelle tue parole venivano da lontano, da una cultura politicaantica che in questo paese ha sempre contraddistinto lasinistra italiana. Ieri ho visto tanti nostri parlamentarifarsi carico di una scelta difficile. Con grande dignita' e congrande passione". "Qualcuno - scrive ancora Orfini - si e' commosso per latensione. Ma tutti erano convinti che si doveva difendere illavoro fatto insieme per migliorare il testo. Anche chi avevadei dubbi su questo o sul quel passaggio. E, come sai bene, sualcuni aspetti li avevo anche io. Lo hanno fatto perche' ilJobs act e' cambiato in meglio e oggi e' un provvedimento utilegrazie al lavoro di tutti". "Quelle centinaia di nostri parlamentari che ieri hannofatto quella scelta difficile sono la ragione per cui qualcunoha potuto distinguersi senza che accadesse nulla diirreparabile. Beh, caro Gianni, fattelo dire: oggi credo chesiano quelli ad aver interpretato al meglio la mia idea dipartito; mi permetto di dire, ricordando quel colloquio sulgoverno Letta, la nostra idea di partito. Se tutti cicomportassimo come ieri avete fatto voi - avverte - questopartito diventerebbe uno spazio politico, e non un soggettopolitico, per citare Bersani. E non durerebbe a lungo. Ma c'e'un altro aspetto che mi colpisce della tua lettera. Forse e'utile approfondirlo. Io non sono 'entrato in maggioranza' peril semplice fatto che per me non esistono piu' una maggioranzae una minoranza del Pd: esiste il Pd, in cui ci sono donne euomini liberi che si impegnano, pensano, combattono permigliorare la situazione del nostro malandato paese". (AGI).