"Speriamo che il Pd sia più affidabile della Lega", dice Casaleggio

Dopo la rottura dell’alleanza con i Cinque Stelle lo scorso 8 agosto, Casaleggio si era detto favorevole ad andare a elezioni subito per poi ricredersi, ora qual è il suo giudizio sul nuovo esecutivo? L'intervista con il Corriere

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(Afp)
 Casaleggio
 

In un intervista al Corriere della Sera, Davide Casaleggio, figlio ed erede di Gianroberto, presidente dell’Associazione Rousseau, afferma che Luigi Di Maio “è il capo politico del Movimento ed è stato confermato pochi mesi fa dalla stragrande maggioranza dei nostri iscritti con un voto online su Rousseau, così come è stata approvata la sua proposta di costituire un team del futuro”. E a tale proposito, prosegue Casaleggio, “Stiamo ultimando i dettagli per far partire il processo con cui tutti potranno proporre il proprio progetto e candidarsi per far parte di questo team”.

Dopo la rottura dell’alleanza con i Cinque Stelle lo scorso 8 agosto, Casaleggio si era detto favorevole ad andare a elezioni subito per poi ricredersi, ora qual è il suo giudizio sul nuovo esecutivo? A domanda risponde che “l’auspicio è che la forza politica con la quale il Movimento collabora attualmente si dimostri più affidabile della precedente” perché quel che interessa al Movimento è “avere la possibilità di lavorare per attuare il programma che è stato presentato e risolvere i problemi dei cittadini.

Da giovedì Casaleggio si trova negli Stati Uniti perché deve intervenire a un incontro a margine dell’Assemblea Onu nel corso di un evento dal titolo “Digital Citizenship: Crucial Steps Towards a Universal and Sustainable Society” nel corso del quale parleranno rappresentanti istituzionali di vari Stati oltre che, come nel suo caso, professionisti e rappresentanti della società civile provenienti da ogni parte del mondo che si occupano di nuove tecnologie e innovazione.

Nel corso della conversazione, Casaleggio spiega che l’Associazione Rousseau “è da sempre in prima linea per difendere i diritti che possono essere esercitati attraverso Internet e per questo motivo ha sostenuto questa iniziativa presso l’Onu propedeutica alla presentazione di una risoluzione a difesa dei diritti di cittadinanza digitale”.

In merito alla risoluzione che l’Associazione che promuove e controlla la piattaforma online sulla quale i militanti esprimono la propria opinione e il proprio voto sulle scelte del Movimento 5 Stelle, Casaleggio precisa che “la risoluzione intende promuovere un percorso di riconoscimento nella comunità internazionale di questi diritti. Il riferimento è, solo per fare alcuni esempi, al diritto all’accesso a Internet come prerequisito di ogni altro diritto o al diritto all’uso di piattaforme online di democrazia partecipativa, come irrinunciabile requisito per l’effettività del diritto alla partecipazione degli uomini al governo del Paese già riconosciuto dall’articolo 21 della dichiarazione dei diritti dell’uomo. Ma anche ai diritti all’educazione digitale e all’identità digitale”.

Al quotidiano che chiede se si tratta di un’iniziativa personale o se il governo italiano ha un qualche ruolo, Casaleggio risponde che “all’estero il progetto Rousseau è diventato un case study in diversi Paesi e ci guardano con grande interesse, dovremmo esserne orgogliosi” ma che l’evento “è stato organizzato e promosso dal governo italiano, attraverso la Rappresentanza Permanente italiana alle Nazioni Unite”, ciò che esclamare al Presidente della piattaforma Rousseau che “finalmente l’Italia guarda al futuro”.

Timori che il suo intervento possa creare perplessità su possibili interferenze con il governo? Sul punto Casaleggio obietta che ritiene che ogni tanto “dovremmo uscire dalla dialettica politica locale e aprire i nostri orizzonti. Questa è un’occasione per farlo”. E a scanso di equivoci precisa: “Naturalmente non viaggerò con la delegazione del governo e le mie spese le gestirò in autonomia. Per altro sono già negli Stati Uniti da ieri per lavoro”, cioè da giovedì.

 



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