Come si finanziano i partiti senza i soldi pubblici

Crollano i proventi dal tesseramento, ma arrivano i fondi dal 2 per mille

Come si finanziano i partiti senza i soldi pubblici
Banchetto del Pd (Agf) 

Spese ridotte all'osso, caccia ai proventi del 2 per mille e riduzione di personale con ammortizzatori sociali e persino con licenziamenti collettivi. E' la ricetta usata dai principali partiti per sopravvivere, senza chiudere i battenti, al tramonto dei contributi statali che da quest'anno, dopo un periodo di transizione in cuí sono stati progressivamente ridotti, si sono azzerati.

La dieta più ferrea è per Forza Italia

A tenere in piedi Forza Italia, ad esempio, sono solo i soldi versati da Silvio Berlusconi. Secondo un'inchiesta del Sole 24 Ore la relazione allegata al bilancio 2015: "Il presidente Berlusconi ha provveduto a saldare in qualità di fideiussore gli ultimi debiti esistenti nei confronti delle banche per un importo di 43,9 milioni". Soldi che non rivedrà mai, dato che sul finire del 2015, mette nero su bianco l'ex tesoriere Mariarosaria Rossi, "le iniziative di recupero dei crediti da parte di alcuni fornitori sono sfociate in atti di pignoramento"

Così Forza Italia si è dovuto sottoporre a un'incisiva cura dimagrante. Il forte disavanzo dei conti (3,5 milioni nel solo 2015 ultimo bilancio disponibile, per un ammontare complessivo di 99 milioni) combinato con la riduzione e poi lo stop dei fondi pubblici hanno portato a una radicale riduzione degli organici attraverso la Cig e a una estesa procedura di licenziamenti. 

I numeri di Forza Italia

  • Proventi della gestione: -150%, 
  • Attività di autofinanziamento -50%,
  • Spese per servizi -65%,
  • Spese per il personale -57%
  • Spese di comunicazione ed elettorali -87 per cento

I numeri della Lega

  • Crollo dei contributi statali: da 2,7 milioni a 1,2
  • Dimezzamento dei dipendenti: da 71 a 34 
  • 1,2 milioni di introidi dal 2 per mille
  • 900 milioni dalle quote associative

Esiste ancora il finanziamento pubblico?

Il finanziamento pubblico dei partiti è stato abolito dal decreto legge 149/2013, convertito nella legge 13/2014. La cancellazione del contributo pubblico non è stata immediata: nel 2013 l'aiuto statale è stato riconosciuto integralmente, mentre nei successivi tre anni è stato progressivamente ridotto. Nel 2014 il finanziamento è stato tagliato nella misura del 25%, percentuale cresciuta a150% l'anno successivo e passata al 75% nel 2016. A partire da quest'anno i partiti non percepiscono più alcun contributo. Possono, però, contare -se hanno uno statuto e sono iscritti nel registro tenuto alla Camera - contare sul 2 per mille dell'Irpef


I numeri del Pd

  • Aumento del persomale: dai 189 dipendenti del 2014 ai 193 del 2015.
  • Contributo statale dimezzato: da 14 a 7,4 milioni
  • 5,4 milioni di contributi dal 2 per mille
  • Dimezzate le quote associative
  • Crollano da 1 milione a 200mila euro i contributi da persone giuridiche
  • 10 milioni di euro da contributi di parlamentari e altre persone fisiche

I numeri di Fratelli d'Italia 

  • Calano i contributi statali: da 471mila euro a 314mila.
  • Crollano i fondi sai tesseramenti: da 364mila a 149mila
  • 472mila euro dal 2 per mille (erano poco più di 9mila l'anno prima)
  • Crollano da 141mila a 80mila euro i contributi da persone giuridiche
  • Crollano da 192mila a 77mila i contributi dalle persone fisiche

I numeri di Nuovo Centrodestra (ora Alternativa popolare)

  • Il 2 per mille è iniziato ad arrivare nel2015 (168mila euro, cresciuti nel 2016 a 280mila euro).
  • 1,3 milioni di euro dal tesseramento
  • 486mila euro di contributi da persone fisiche
  • 417mila da persone giuridiche
  • I dipendenti si sono ridotti a tre (erano sette nel 2014)

Il caso a sé dei Cinque Stelle

Il Movimento 5 Stelle non è un partito, ma un "movimento" che si muove soprattutto attraverso il web e può fare a meno della struttura dei partiti tradizionali. Questo significa: niente bilanci, niente sedi, nessun contributo dal 2 per mille dell'Irpef e niente rimborsi elettorali. Su quest'ultimo punto non è solo la mancanza dell'assetto del partito che ha impedito al M5S di percepire il finanziamento pubblico, ma si tratta di una scelta ben precisa. Il moVimento non ha alcun dipendente e si affida unicamente al volontariato degli iscritti che organizzano raccolte di fondi per rendere possibili le iniziative sul territorio.