Orfini (Pd): legislatura finita; senza nuovi accordi resta il voto

Intervisgta di Repubblica al presidente Pd: "maggioranza disomogenea nacque per riforme e legge elettorale, ora stop"

Orfini (Pd): legislatura finita; senza nuovi accordi resta il voto
Matteo Orfini (Agf) 

Roma - "Questa legislatura nasce con l'impegno solenne a fare riforme e legge elettorale. Così giustificammo maggioranze disomogenee. Il 4 dicembre questo film è finito. E questo porta alla fine della legislatura".

"Resta il problema del sistema di voto, che è ciò che giustificherebbe il prolungamento della legislatura. Prima di decidere, però, chiediamo alle altre forze cosa intendano fare. Il M5S, ad esempio: propone di estendere l'Italicum al Senato mentre Di Battista vuole elezioni subito - ma non spiega chi nel frattempo governa. E Berlusconi? Reclama un tavolo sull'Italicum, ma non dice chi guiderà l'esecutivo".

Cosi' in una intervista a 'La Repubblica' il presidente del Pd, Matteo Orfini, secondo il quale "noi vogliamo capire chi secondo loro deve governare mentre cambiamo la legge. Aspettiamo le consultazioni, ma non mi sembra possibile che possano chiedere di cambiare la legge elettorale e stare ogni giorno in piazza contro il governo".

Quanto all'ipotesi che il Pd governi solo con l'attuale maggioranza "A oggi - aggunge il presidente dem - non mi sembra la possibilità più realistica. Ma aspettiamo le consultazioni". "Noi ci fidiamo e ci affidiamo al Presidente per risolvere la crisi. Penso che sarebbe utile al Paese rendere omogenee le leggi. Ma per farlo non basta il Pd e l'attuale maggioranza, perché le regole è meglio provare a scriverle insieme".

Quanto allo scenario elezioni "Il Pd non ha paura delle elezioni. Aggiungo che anche durante il governo Monti non ero tra quelli che consideravano le elezioni un dramma: è la democrazia". Circa la necessità di un chiarimento nel Pd "abbiamo subìto una sconfitta importante e dobbiamo aprire una riflessione vera, anche su quello che non ha funzionato. Non in una direzione, ma al congresso". Quanto a Franceschini "è stato un ottimo ministro dei Beni culturali ed è un importante leader del Pd. Ma non è l'azionista di maggioranza del partito. Né lui, né nessun'altro può immaginare di gestire il Pd come una federazione di correnti, perché non si fa il bene del partito". Circa, invece, a Pisapia "Giuliano ha fatto un'intervista molto coraggiosa, anche per la tempistica, ed è un interlocutore importantissimo. Chi ha a cuore le sorti della sinistra, si pone in interlocuzione con il Pd, perché l'alternativa è la destra. Ho letto reazioni isteriche alle sue parole, fortunatamente è solo la reazione di una frangia minoritaria".