Enrico Letta: "È la piazza di chi guarda al futuro"

Enrico Letta: "È la piazza di chi guarda al futuro"

Il segretario del Partito democratico prepara il gran finale della corsa verso il voto in Piazza del Popolo e si rende disponibile anche a fare il presidente del consiglio: con la legge elettorale in vigore e, soprattutto, con le incertezze circa il 'peso' elettorale delle forze in campo

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© Paolo Molinari - Agi -

AGI - Il Partito Democratico prepara il gran finale di questa corsa verso il voto. Uno sprint, più che una maratona, dettato dia tempi di una crisi di governo inaspettata e di una campagna sotto il sole di agosto.

Piazza del Popolo è la cornice scelta dai dem per chiamare a raccolta gli elettori. Una sfida, viste le dimensioni della piazza e alla luce del fatto che qui, solo ieri, Giorgia Meloni arringava i suoi.

Il segretario Enrico Letta non vuole lasciare nulla di intentato, anche perché sente che la rimonta su un centrodestra dato in vantaggio all'inizio della campagna è alla portata del centrosinistra.

"Sono determinato a convincere gli italiani", assicura il leader dem dopo aver lanciato, ieri, il suo appello al voto rivolto ai giovanissimi. Tanto determinato dal rendersi disponibile anche a fare il presidente del consiglio: con la legge elettorale in vigore e, soprattutto, con le incertezze circa il 'peso' elettorale delle forze in campo, nessuno può dare per scontato l'esito delle urne.

"Io sono disponibile", spiega perciò Letta, "e sono soprattutto determinato a convincere gli italiani. Ma sceglierà il parlamento a partire da lunedì, perché l'Italia è una Repubblica parlamentare e il premier lo scelgono le Camere".

Intanto il confronto fra le forze politiche prosegue sui temi della collocazione internazionale dell'Italia. Complice la guerra in Ucraina, certo.

Ma anche le analisi dei media internazionali che sembrano aver acceso un faro sul voto italiano e le affermazioni di esponenti politici europei, come quelle di qualche giorno fa del cancelliere tedesco Olaf Scholz o quelle, più recenti, della presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.

"Vedremo il risultato del voto in Italia, ci sono state anche le elezioni in Svezia. Se le cose andranno in una direzione difficile, abbiamo degli strumenti, come nel caso di Polonia e Ungheria", sono state le parole dell'esponente del Ppe. Parole che hanno scatenato polemiche, soprattutto da parte del centrodestra.

Ma non solo: il segretario Pd prende le distanze da un intervento che, dice, "crea un po' di casino". E tuttavia, Letta si dice sicuro che Von der Leyen chiarirà. "Sono sicuro che ci sarà un chiarimento da Ursula Von der Leyen", dice il segretario: "Queste frasi, dette a due giorni dal voto, finiscono per avere un effetto diverso da quello che voleva ottenere. Von der Leyen, comunque, è una esponente del partito europeo di Berlusconi e Tajani. Non montiamo un caso su una cosa che si sgonfierà", aggiunge Letta.

"In questa fase, da parte delle istituzioni europee, va lasciato campo libero al dibattito che c'è in Italia. Domenica ci sarà chi vincerà e chi perderà. È una frase che andava chiarita e va chiarita perché se applicata all'Italia è un elemento che in questa fase della campagna elettorale crea un po' casino".

A questo si aggiunge l'intervento di Silvio Berlusconi a Porta a Porta, con il presidente di Forza Italia che ha parlato dell'aggressione della Russia all'Ucraina come una operazione speciale di Putin pr sostituire il governo di Kiev con un governo di "persone perbene".

Una frase a cui Berlusconi ha fatto seguire una spiegazione in cui affermava la collocazione del suo partito con l'Occidente. Il leader dem, tuttavia, non sembra convinto. "Ho sentito Berlusconi dire cose fuori luogo. È gravissima la frase che ha detto, non è un fraintendimento, è una parzialità a favore di Putin. C'è una parte del nostro apparato politico, non solo a destra, che dice 'ma insomma, diamo a Putin quello che vuole'. Questo è inaccettabile", aggiunge Letta.

L'attenzione del segretario è ora tutta focalizzata sulla piazza romana: "Ci saranno tutti coloro che hanno partecipato alla lista 'Italia democratica e progressistà, tutta questa coralità si vedrà molto bene".

Sul palco, prima dell'intervento conclusivo del segretario dem, Enrico Letta, interverranno amministratori locali, capigruppo, ministri e candidati dem, che si alterneranno a rappresentanti della società civile e a videomessaggi di leader europei.

"Racconteremo l'Italia più giusta - ha sottolineato il segretario Enrico Letta, durante il suo videomessaggio di questa mattina rivolto ai candidati - ci concentreremo sulle nostre idee e sulle nostre tante proposte. Diremo con chiarezza agli italiani che la nostra è la piazza dell'Italia della speranza, che guarda al futuro, ben diversa da quella delle destre, dell'Italia della paura, che ieri in modo minaccioso si e' proposta per i prossimi 5 anni".

A partire dalle 17,30, prima degli interventi, la musica della Spaghetti Band comincerà a scaldare il pubblico presente insieme a un'orchestra, che alle 18 eseguirà l'inno nazionale.

Fra gli interventi sul palco anche quelli del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e della vicepresidente del Parlamento europeo, Pina Picierno. A seguire i presidenti di Regione Michele Emiliano, Vincenzo De Luca, Eugenio Giani e Stefano Bonaccini.

Verranno inoltre proiettati i saluti di alcuni leader europei fra i quali il Primo ministro spagnolo Pedro Sanchez e l'eurodeputata ungherese Clara Dobrev, che racconterà le storture del modello Orban.

Prima delle conclusioni del segretario Enrico Letta sono infine previsti gli interventi dei candidati Roberto Speranza ed Elly Schlein, oltre alla scrittrice Viola Ardone. Tutte le realtà scese in campo in questa campagna per la quale il segretario aveva chiesto al suo gruppo dirigente una mobilitazione totale.

"Il Pd lotterà per avere il migliore risultato possibile. Il Pd deve pensare solo a vincere", dice il ministro del Lavoro Andrea Orlando in una intervista al Foglio, respingendo gli scenari che gia' parlano di un avvicendamento in capo al partito: "Se il Pd non dovesse avere un'affermazione ci sara' ancora piu' bisogno di una conduzione salda. Letta non e' in discussione", aggiunge il ministro.