Dati incoraggianti e riaperture graduali. Il piano di Draghi "per tornare a stare insieme"

Dati incoraggianti e riaperture graduali. Il piano di Draghi "per tornare a stare insieme"

Il premier parla della possibilità di allargare le maglie sulle misure anti-Covid: "Aspettiamo la riapertura della stagione turistica" per ripartire "ma con la testa"

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© VIOLETA SANTOS MOURA / POOL / AFP
- Mario Draghi

AGI - La linea di Mario Draghi non cambia: “Io voglio riaprire ma bisogna farlo in sicurezza”. Il presidente del Consiglio ad Oporto, dove ha partecipato al Social summit e al vertice informale tra i leader Ue (il primo in presenza dopo la seconda ondata Covid, anche se la Cancelliera tedesca Merkel, il primo ministro maltese Abula e il premier olandese Rutte erano in video collegamento), ribadisce di essere il primo a volere che “le persone tornino fuori a lavorare, a stare insieme, a divertirsi”.

Draghi pronto ad allentare la stretta, ma calcolando bene il rischio che si corre

Ma occorre – ed è un concetto che ritorna ancora – calcolare bene "il rischio che si corre”. E dunque “riaprire con la testa”. Puntando intanto l’attenzione sulla stagione turistica, prevedendo per esempio maggiori controlli negli aeroporti. Ma il passo decisivo in tal senso lo deve fare l’Unione europea.

E il premier, insieme ad altri leader Ue, ha insistito affinché Bruxelles dia al più presto il via libera al green pass, perchè senza un modello unico si rischia solo confusione (prevedibile un accordo tra Consiglio e Parlamento europeo per fine maggio, la risposta della presidente della Commissione europea, Von der Leyen).     

Draghi preme inoltre affinché si continui ad accelerare sui vaccini, si aumenti la produzione e che gli Stati Uniti e il Regno Unito tolgano il blocco all’esportazione delle dosi. “E' dato di oggi che l'Europa esporta tanto quanto ha dato ai propri suoi cittadini: il 50% della produzione dell'Unione è andata al Canada o a Paesi che bloccano le esportazioni", ragiona il presidente del Consiglio.

Per il premier la proposta di Biden sui brevetti deve essere ancora chiarita

Andando al di là della proposta di Biden di ‘liberalizzare’ i brevetti, “proposta – osserva il premier – che ancora deve essere chiarita”. Sospendere la proprietà intellettuale sui vaccini per aiutare i paesi poveri nella lotta al Covid è “una porta aperta”, poi si vedrà. 

Considerato che “c'è chi protegge la sacralità del brevetto e chi è più aperto”, ma in ogni caso è sbagliato pensare che quella degli Usa sia “una mossa tattica e diplomatica per battere la politica internazionale del vaccino della Russia e della Cina”.     

Per quanto riguarda la misura del coprifuoco e la possibilità di altre aperture “se l’andamento positivo dei dati dovesse continuare la cabina di regia procederà in questa direzione”.

Avanti con le riaperture con gradualità e prudenza

Con una strategia ben precisa: “L’importante è essere graduali ed essere prudenti”. "I dati – argomenta il presidente del Consiglio - sono abbastanza incoraggianti. Il 90% di coloro che han più di 80 anni e più di 90 ha ricevuto almeno una dose di vaccino, quasi il 70% di quelli che hanno più di 70 anni hanno ricevuto una dose: è molto importante".

"Dal famoso 26 aprile, il giorno delle riaperture, al 7 maggio il numero di ricoveri in terapia intensiva è calato di oltre il 20%, il tasso di positività è sceso dal 5,8 al 3,2, anche le vittime, sono tante ancora ma sono in forte diminuzione". 

“Io voglio riaprire, che le persone tornino fuori a lavorare, a stare insieme, a divertirsi. Ma bisogna farlo in sicurezza, calcolando bene il rischio che si corre. I dati sono incoraggianti”, sottolinea ancora. “Se l’andamento dovesse continuare in questa direzione la cabina di regia procederà ad altre aperture. L’importante è essere graduali ed essere prudenti. Aspettiamo la riapertura alla stagione turistica”,conclude Draghi.