"Fiducia in Draghi", dice Salvini. Lega pronta a votare Recovery in Ue

"Fiducia in Draghi", dice Salvini. Lega pronta a votare Recovery in Ue

Il segretario spiega: "Un conto era usare i prestiti dall'Europa con un governo Conte che non aveva condiviso niente con nessuno, un conto è essere protagonisti del buon utilizzo di questi fondi"

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Mario Draghi e Matteo Salvini durante le consultazioni

AGI - Matteo Salvini esce dal secondo incontro con Mario Draghi e tiene ad anticipare la "fiducia" della Lega al presidente del Consiglio incaricato. "E' stato un incontro intenso, utile e proficuo", dice il segretario leghista, "non abbiamo parlato di poltrone e ministri: abbiamo fiducia in quello che deciderà il professore Draghi". Insomma, il capo della Lega sembra dare carta bianca all'ex governatore della Bce sulla squadra del nuovo esecutivo di cui "auspica" la nascita, forte delle garanzie che ha avuto sul fatto che non vi sarà "alcun aumento delle tasse, alcuna patrimoniale, alcuna nuova tassa, ma piuttosto l'avvio di un tavolo per diminuire il carico fiscale a partire dall'Irpef".

L'altra notizia riguarda l'Europa. Salvini anticipa che, subito dopo la conferenza stampa, riunirà via Zoom i 29 europarlamentari leghisti. Domani c'è il voto, a Bruxelles, sul regolamento che istituisce il Recovery. La Lega, che si astenne sul documento in commissione, dovrebbe stavolta votare a favore. "L'ho detto a Draghi, un conto era usare i prestiti dall'Europa con un governo Conte che non aveva condiviso niente con nessuno, niente con le Regioni, i Comuni e le parti sociali - afferma il capo di via Bellerio -. Quindi c'era questo fantasmagorico pacchetto di cui non si sapeva nulla. Un conto è essere protagonisti del buon utilizzo di questi fondi, la qual cosa comporta anche un cambio di atteggiamento e di fiducia da parte della Lega".

Per ora niente passaggio ai Popolari Ue

 "Noi siamo in Europa saldamente per cambiare alcune regole che lo stesso Draghi ha riconosciuto non più adatte al nostro tempo. Non per cambiare gruppi", precisa poi il segretario leghista, rispondendo a chi gli chiede se la Lega lascerà il gruppo dei sovranisti per avvicinarsi ai Popolari europei.

Sul fronte Draghi, Salvini di mostra ancora più convinto del primo incontro. "Il secondo incontro è stato assolutamente utile, proficuo e positivo e, spero, reciprocamente stimolante.Speriamo che nessuno si metta di traverso. Non abbiamo parlato di ministri e di poltrone: abbiamo fiducia nell'idea di Italia e di squadra che ha Draghi", taglia corto.

Sull'immigrazione politiche di stampo europeo

"Abbiamo parlato di Europa - riferisce Salvini -. Il nostro obiettivo è che l'Italia torni a essere protagonista in Europa. Ci interessa che si faccia interesse italiano e per noi significa 'no' all'austerità e su questo mi sembra vi sia sensibilità assolutamente condivisa. Sul tema immigrazione - aggiunge - noi chiediamo politiche di stampo europeo, come fanno altri Paesi: Spagna, Francia, Germania e Slovenia. Non c'è un modello Salvini ma una buona gestione della sicurezza e contrasto al traffico esseri umani".

Non ci sarà aumento delle tasse

Il 'sì' alla flat tax non è piu' dirimente: basta la garanzia che non vi sia alcun aumento di tasse. "Un impegno da noi fissato e dal professore condiviso è che non vi sia nessun aumento fiscale, nessuna patrimoniale, nessuna nuova tassa, ma l'apertura di un tavolo per diminuire il carico fiscale a partire dall'Irpef. Avere garanzia che non ci sarà nessun aumento di tasse ma che anzi si lavorerà per semplificare la tassazione vigente è per noi motivo di soddisfazione", continua. 

"Se Draghi andrà a Palazzo Chigi si troverà un enorme stanzone con 50 milioni di cartelle esattoriali: la nostra proposta è ripetere la pace fiscale", prosegue però. "Quota 100 è in vigore fino al 31 dicembre, ne parleremo allora".
"Mi fa piacere che il professor Draghi abbia citato come esempio il modello Genova", riferisce poi, ribadendo di aver al premier incaricato la "revisione del codice degli appalti e l'avvio tutti i cantieri"."Non abbiamo parlato di legge elettorale", aggiunge, sollecitato dalle domande a parlare di un tema che vede come fumo negli occhi. La riforma della legge elettorale "non è una priorità e sarebbe frustrante" che il Parlamento perdesse tempo a discuterne e "il proporzionale riporterebbe l'Italia indietro di trent'anni".

A chi gli chiede se confermerebbe Roberto Speranza alla Salute, Salvini risponde: "Abbiamo fiducia in Draghi e non parliamo di ministri, ma è evidente che qualcosa non ha funzionato. La situazione non è quella inglese o israeliana. Non do giudizi su Speranza o Arcuri ma qualcosa non sta funzionando. Serve un cambio di passo". "Servono tre eccellenze italiane, come turismo, moda e mobile, sotto un'unica unica regia per aiutare tre pilastri per economia italiana", continua poi. "L'unico accenno ai ministeri che ho fatto e' stato quello di ricordare con orgoglio che la Lega al governo istitui' il ministero per le Disabilita': mi piacerebbe che l'auspicato governo lo re-istituisse".

Infine, il capo leghista tiene a citare Giovanni Paolo II. "San Giovanni Paolo diceva 'Europa ritrova te stessa stesso, sii te stessa, riscopri le tue origini, ravviva le radici e torna a vivere, valori autentici'. Questa - aggiunge il capo della Lega - è la nostra Europa: quella del lavoro, del benessere, della famiglia, dello sviluppo; non dell'austerità e dei numerini".