Mattarella, in Bielorussia repressione inaccettabile

Mattarella, in Bielorussia repressione inaccettabile

Il presidente della Repubblica durante un incontro al Quirinale con l'omologo polacco Andrzej Duda

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Bielorussia

AGI - La repressione delle pacifiche dimostrazioni di dissenso in Bielorussia è "grave e inaccettabile". Sergio Mattarella, a quanto si apprende, durante l'incontro al Quirinale con il presidente polacco Andrzej Duda, ha così replicato alle preoccupazioni espresse dalla Polonia per la grave crisi in Bielorussa, definendo gravi e inaccettabili le repressioni. Il presidente della Repubblica ha anche auspicato l'impegno della comunità internazionale per realizzare le condizioni di libere e regolari elezioni in cui il popolo bielorusso possa decidere del proprio futuro senza interferenze esterne.

Nel giorno in cui il presidente Alexander Lukashenko sfida la piazza e presta giuramento con una cerimonia segreta, insediandosi alla guida della Bielorussia per il suo sesto mandato, nonostante le forti proteste contro le ultime elezioni, e le opposizioni annunciano "una protesta permanente", arrivano forti le prese di posizione internazionali.

Steffen Seibert, portavoce della Cancelliera tedesca Angela Merkel, ha fatto sapere che Berlino non riconosce Alexander Lukashenko come presidente della Bielorussia. "Lukashenko non ha vinto le elezioni, le ha manipolate e da allora ha oppresso violentemente le proteste. L'Ue non riconosce l'esito delle elezioni e non dovrebbe riconoscere Lukashenko come nuovo presidente della Bielorussia. Dovrebbe essere inserito immediatamente nell'elenco delle sanzioni dell'Ue", scrive su twitter il presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber.

In Italia la maggioranza chiede al governo e all'Ue di non riconoscere l'elezione di Lukashenko. E il ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola, osserva: La repressione degli oppositori politici in Bielorussia è "grave e inaccettabile", afferma durante l'audizione in Commissione Politiche Ue, condividendo il pensiero del Capo dello Stato. Amendola ha anche auspicato che in Bielorussia "non ci siano interferenze straniere".

Per il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, "Lukashenko è un dittatore che usa la violenza contro il suo popolo e per soffocare l'opposizione pacifica. Nessuna complicità con il regime! L'Italia e l'Europa non devono riconoscere la sua legittimita'", scandisce il leader dem. "Ha fatto bene la Germania a non riconoscere la legittimità della leadership di Lukashenko, mi auguro che anche l'Italia dia un segnale forte in questa direzione alla opposizione pacifica in Bielorussia e alla comunità internazionale", chiede il deputato Pd Filippo Sensi.

Gli fa eco Lia Quartapelle, capogruppo dem in commissione Esteri alla Camera, che insiste: "L'Italia, insieme ai paesi europei, si opponga a questo sopruso e non lo riconosca come presidente legittimo". Sulla stessa linea il responsabile esteri del Pd, Emanuele Fiano. Dalle opposizioni si levano voci critiche contro il governo: "Desidero esprimere la mia gratitudine al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per le parole di ferma condanna della dura repressione messa in atto dal dittatore Alexandr Lukashenko. Mattarella ha riparato così all'indegno silenzio del governo italiano nelle persone del presidente del Consiglio e, in particolare, del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio", osserva Osvaldo Napoli, deputato di Forza Italia in commissione Esteri.

"Ringrazio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le parole di ferma condanna della repressione delle pacifiche manifestazioni in Bielorussia, superando così l'imbarazzante reticenza del Governo e in particolare del Ministro degli Esteri Di Maio", aggiunge il segretario di Piu' Europa, Benedetto Della Vedova.