Fico replica a Di Battista: "Non è una sconfitta storica. No alla guerra tra bande nel M5s"

Fico replica a Di Battista: "Non è una sconfitta storica. No alla guerra tra bande nel M5s"

Il presidente della Camera commenta il voto regionale e analizza la situazione nel Movimento: "Bisogna parlarsi con chiarezza e ottimismo"

fico regionali di battista

Roberto Fico

"È una sconfitta alle regionali. Già c'è stata, quindi non è assolutamente una sconfitta storica". Così il presidente della Camera, Roberto Fico, commentando a Napoli le dichiarazioni di Alessandro Di Battista sulla situazione del M5s. "È una sconfitta e come tale va presa - aggiunge - dobbiamo parlarci di più, organizzarci meglio, a partire dai territori, fare riunioni e assemblee che possono essere anche permanenti per trovare una nuova identità in un periodo difficile per il Paese. Anche all'interno del M5s ci può essere un percorso nuovo, anche bello".

"Non sono particolarmente preoccupato, perché sappiamo che le Amministrative per il Movimento sono molto diverse, ma alle politiche nazionali sarà sicuramente tutta un'altra storia, anche perché i risultati raggiunti con il Governo e il Parlamento verranno spesi in modo migliore", ha proseguito Fico. "Poi c'è un calo di consensi rispetto alle scorse Regionali - ammette - nessuno lo nega". 

"Può servire una direzione collegiale, però quello che serve adesso è riuscire a non fare una guerra tra bande, bisogna solo parlarsi con chiarezza, trasparenza e ottimismo", ha aggiunto il presidente della Camera analizzando la situazione del M5s e l'ipotesi di una nuova leadership. "Oggi dobbiamo essere più ideologici invece che post-ideologici", aggiunge. "Ci può essere un percorso nuovo nel M5s, ma nello stesso tempo si va avanti con questa maggioranza e con il Governo, che deve rimanere saldo perché dobbiamo affrontare un momento storico e importante, quello della spesa dei 209 miliardi del Recovery fund". "Siamo a una svolta storica - aggiunge - tra 20 anni potremo guardarci e dire abbiamo fatto un percorso straordinario e siamo diventati un altro Paese. Il Paese si cambia solo con testa bassa e lavoro, tutto il resto sono chiacchiere".