Bonafede: "Ministero aveva detto no al permesso per il mandante dell'omicidio Livatino"

Bonafede: "Ministero aveva detto no al permesso per il mandante dell'omicidio Livatino"

Il Guardasigilli intervistato ad Agorà: "Non condivido la decisione della magistratura ma devo rispettarla"

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Alfonso Bonafede

AGI - "Di fronte alla richiesta di uno dei mandanti dell'omicidio del giudice Livatino il ministero, per quanto di sua competenza attraverso il direttore del carcere e il Dap, ha espresso parere contrario. Per il ministero non si doveva riconoscere il permesso premio". Lo ha detto il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ospite ad Agorà sul caso del permesso di cui ha usufruito Giuseppe Montanti.

"Parlando in generale - ha aggiunto Bonafede rispondendo a chi lo intervistava - se mi chiede se ci sono decisioni della magistratura che non condivido, le rispondo sicuramente sì, ma devo rispettarle. I cittadini mi chiedono di fare il mio lavoro e di cambiare le leggi, leggi che sono li' da 50 anni, che nessuno aveva mai cambiato: chi oggi fa polemica quando era al governo non le ha cambiate, ora lo stiamo facendo"

"I magistrati hanno preso le loro decisioni, gran parte degli scarcerati è tornata in cella". Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, ospite ad Agorà, fa un bilancio dei risultati conseguenti ai decreti 'anti-scarcerazioni' varati dal governo dopo le scarcerazioni di boss nel periodo di emergenza Covid.

"Sono decisioni dei magistrati che operano in indipendenza ed autonomia, quello che dovevo fare io era dare una reazione forte dello Stato. In 9 giorni il governo ha approvato due decreti, dicendo il quadro sanitario è cambiato, e il magistrato rifà la sua valutazione con il parere della Dna", ha aggiunto il ministro.