Conte: non un euro del Recovery Fund andrà sprecato, sul Mes non dico sì o no

Conte: non un euro del Recovery Fund andrà sprecato, sul Mes non dico sì o no

Il premier alla Festa dell'Unita' allontana le polemiche interne e i malumori per l'iter dei fondi europei: "La maggioranza si sta amalgamando e avrà un futuro". Rimpasto? "Termine logoro"

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AGI - Accoglienza calorosa per il premier Giuseppe Conte che nel suo primo intervento a una Festa dell'Unità ha raccolto applausi e consensi, tra l'impegno a "non sprecare neanche un euro" del Recovery Fund e l'esercizio di equilibrismo politico sul Mes, fino all'assicurazione che la consegna dei banchi nelle scuole sarà completata entro fine ottobre.  

Al suo arrivo alla kermesse il presidente del Consiglio è stato applaudito con qualche grido di incoraggiamento: “Bravo Presidente”. Conte, arrivato in Emilia dalla sua missione in Libano, si è intrattenuto alcuni minuti con le autorità locali e ha raggiunto l’area dibattiti, dove una lunga fila ha atteso fino a un’ora l’ingresso nella sala, rispettando i distanziamenti per il covid.

Conte non fa in tempo a salire sul palco che, intervistato da Maria Latella, si trova ad affrontare tutte le questioni più spinose in sospeso, da Alitalia ad autostrade, dal Mes al Recovery Fund, alle alleanze per le regionali, alla riapertura della scuole con il coronavirus non ancora sconfitto.    

“Intervistato a una festa dell’Unità? La prima volta in assoluto”, ammette. “Sono qui per essere intervistato, gli applausi sono stati belli, sentiti e calorosi, grazie”. Poi via subito a parlar del Recovery Fund: “Un  obbligo morale realizzarlo – spiega Conte - è una occasione storica”. "Ci potremo ritenere appagati tutti solo quando i 209 miliardi verranno spesi e non sarà sprecato un solo euro".  Sull’urgenza di realizzarlo “sono d’accordo con Mattarella, per questo abbiamo lavorato questa estate”.
 

Il Piano entro il 15 ottobre

“Stiamo lavorando per presentare un piano completo entro il 15 ottobre di quest’anno, linee guida e obiettivi strategici – ha spiegato ancora il premier - Una versione
definitiva ci sarà già dai primi mesi del 2021  questi i tempi, non li decidiamo noi. Non eravamo in ritardo. Vogliamo che sia un piano nazionale robusto e vigoroso, bisogna evitare la parcellizzazione”. E ancora: “Non siamo qui per accontentare qualche lobby, ma noi stessi , tutti i cittadini e i nostri figli”. E sul Mes invece? Divergenze con Zingaretti?  “Con Zingaretti ci sentiamo spesso, non ho mai francamente avuto uno screzio, è molto leale, nessuna incomprensione. Conosco la sua posizione sul Mes, c’è un dibattito in corso".  “La mia posizione?  L’ho già anticipata: è un atteggiamento molto laico, non Mes sì o no. Stiamo lavorando sul Recovery plan elaboriamo i progetti, vediamo i fondi disponibili e ciò che si serve e da buon padre di famiglia si decide di conseguenza.  Con Gualtieri non ci sentiamo ora di dire si o no. Ne discuteremo in Parlamento nella sede opportuna alla luce dei regolamenti del Mes, li esamineremo insieme, in modo trasparente”. Sullo sfondo , l’emergenza economica causata dal coronavirus: viviamo ancora oggi, ammette Conte, “ una incertezza assoluta ancora oggi nessuno può dire quando ne usciremo”. Così come pesa la crisi economica causata dal virus.   
    “Abbiamo speso tantissimo per gli ammortizzatori sociali, per cercare di limitare i danni- ha spiegato ancora Conte -  Con l’ultimo decreto rilancio di agosto abbiamo cominciato a ricostruire con modalità più articolata. Non possiamo solo ‘drogare’ il mercato del lavoro. Abbiamo iniziato a dosare le misure, incentivi di detassazione per chi cerca di far tornare i lavoratori in azienda. Misura 30% decontribuzione per imprese che hanno lavoratori al sud perché – ha concluso il premier – il Sud sta soffrendo di più”.  Poi via a finire la serata in qualche modo 'storica' in un ristorante della festa, non prima si scambiare qualche battuta sul Libano con un militante. “ Il Libano non va lasciato solo, assolutamente no: c’è grande insofferenza e sfiducia per la classe politica attuale che è li da tanti anni, detto questo serve creare un nuovo patto politico sociale perché è l’unico modo per evitare che la questione possa degenerare verso una soluzione politica. Sono veramente molto preoccupato per il Libano”.