"Il governo non ha proferito parola sullo studio segreto", attacca Salvini

"Il governo non ha proferito parola sullo studio segreto", attacca Salvini

Lettera del leader della Lega al Corriere della Sera: " C'è anche una richiesta di verità e trasparenza che ha bisogno di risposte"

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Francesco Fotia / AGF - Matteo Salvini

AGI -  "A Palazzo Chigi avevano elementi allarmanti sulle conseguenze del Covid nel nostro Paese, ma il presidente del Consiglio si è preso l'enorme responsabilità di non condividere ufficialmente le informazioni nemmeno con i presidenti di Regione". Lo scrive il leader della Lega, Matteo Salvini, in una lettera inviata al direttore del Corriere della Sera e pubblicata oggi sul quotidiano milanese.

"Uno studio confermato pubblicamente da un dirigente del ministero della Salute il 21 aprile scorso e che risale alle prime settimane del 2020, mentre altri verbali desecretati fanno emergere ulteriori dettagli inquietanti sulla gestione dell'emergenza", attacca il numero uno del Carroccio.

"Pochi giorni dopo, il governo ha regalato 18 tonnellate di camici e mascherine alla Cina con tanto di comunicato stampa entusiasta della Farnesina e il 21 febbraio il premier assicurava "tutto e' sotto controllo". Sappiamo com'è finita: drammatiche carenze di guanti, camici, mascherine e respiratori che in fase di emergenza era compito del governo centrale reperire, non delle singole Regioni".

Nella lettera al Corriere Salvini contesta a Conte e al governo di non aver "proferito parola sullo studio segreto". "Silenzio assoluto. Unica eccezione, Roberto Speranza che si era affrettato a smentire parlando di "travisamento giornalistico", nonostante la notizia fosse stata confermata da un dirigente del suo stesso dicastero. Più passa il tempo e più emergono dettagli inquietanti sull'azione del governo".

Salvini si riferisce anche agli ultimi verbali desecretati del Comitato tecnico scientifico che, secondo il leader leghista, "svelano una serie di errori e raccontano i furibondi litigi tra gli esperti e il commissario Domenico Arcuri, che nonostante i troppi ritardi e svarioni è stato scelto per affrontare il tema della riapertura delle scuole affiancando un ministro palesemente inadeguato come Lucia Azzolina".

Il governo "non può più tacere - scrive - chiederemo di riferire in Parlamento. Visto che l'esecutivo aveva uno studio riservato sugli effetti del virus, perché non ha condiviso l'informazione con altri interlocutori istituzionali? Perché non ha reperito subito mascherine, camici e respiratori, ma anzi ne ha spedite tonnellate in Cina? Perché ha ignorato i suggerimenti del Cts sulle zone rosse? Perché, il 21 febbraio, il premier dichiarava "è tutto sotto controllo"?". "Ora le priorità sono il lavoro, l'economia, la scuola, la difesa dei confini", conclude Salvini, "ma c'è anche una richiesta di verità e trasparenza che ha bisogno di risposte".