L'affondo di Zaia: "A 10 giorni dall'inizio della scuola vogliamo regole certe"

L'affondo di Zaia: "A 10 giorni dall'inizio della scuola vogliamo regole certe"

Il presidente del Veneto attacca 'l'ufficio complicazione affari semplici' e chiede regole precise: distanziamento, mascherine per tutti ma non per gli alunni, ventilazione delle classi

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© Toniolo/Errebi / AGF - Luca Zaia

AGI - “La partita delle scuole è la più delicata che ci troviamo ad affrontare”: lo afferma il governatore del Veneto, Luca Zaia, in un’intervista al Corriere della Sera. Zaia calcola che restano utili solo “dieci giorni”, perché “se togliamo i non lavorativi, tra dieci giorni iniziano le scuole…”.

Ufficio complicazione affari semplici

La scuola è “l’ennesimo esempio dell’ufficio complicazione affari semplici sempre al lavoro”, lamenta il governatore del Veneto, ovvero l’emblema di “una partita che per definizione ha bisogno di progettazione e programmazione. Non di ritardi”.

E che richiede regole, che per Zaia sono: “Distanziamento di un metro da bocca a bocca, mascherine obbligatorie per tutto il personale, insegnante e non, ma non per gli alunni in classe: i più giovani farebbero fatica a tenerla durante tutto l’orario scolastico”. Dovranno, semmai, “metterla negli spostamenti, all’ingresso e all’uscita”.

Altra regola è la “misurazione delle temperature all’ingresso e ventilazione dei locali. Quando andavo a scuola io – ricorda – c’erano i turni per caricare la stufa. Si può fare lo stesso per aprire le finestre”.