Il lavoro di Conte per ridurre il dissenso sul Mes 

Il lavoro di Conte per ridurre il dissenso sul Mes 

Il presidente del Consiglio ha chiuso la fase di ascolto degli Stati generali. Ora è il momento di tirare le somme, dopo l'apertura a un confronto con l'opposizione che appare complicato

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© Agf - Giuseppe Conte

AGI - Incontri con le categorie sociali e produttive, con le associazioni, con i ministri e la maggioranza (manca all'appello solo l'opposizione: freddezza Lega, mentre FdI è per un confronto anche se "finora le nostre proposte sono state rigettate", FI è invece per il dialogo "ma per ora ci hanno fatto capire che non siamo necessari"): il premier Giuseppe Conte ha chiuso nella giornata di sabato la fase di ascolto degli 'Stati generali'. Nella giornata di oggi, nella conferenza stampa finale, tirerà le somme.

E in attesa che si dispieghi il piano nazionale sulle riforme che dovrà essere inviato in Europa, continua a fare sapere di essere pronto ad andare in Parlamento per un confronto aperto con le forze parlamentari. Anche per un voto che potrebbe a luglio comprendere il pacchetto di aiuti Ue, anche se l'obiettivo del Movimento 5 stelle resta quello di far slittare a settembre un eventuale pronunciamento sul Mes.

Proprio sull'utilizzo del fondo Salva Stati nel governo e nella maggioranza si sta lavorando a ridurre il dissenso. Dissenso che nel Movimento 5 stelle rimane comunque largo, o comunque tale da mettere in dubbio la tenuta dei rosso-gialli. Ma la partita di Conte prevede prima il rafforzamento (non accettabile alcun 'depotenziamento') del Recovery fund.

È sul tavolo del prossimo Consiglio europeo che il presidente del Consiglio punta le sue fiches. Per ora le prossime 'sfide' saranno sui dossier ancora aperti. Dall'ex Ilva ad Autostrade, da Alitalia alle modifiche al dl sicurezza e alla riforma del Csm. Oggi il premier, incontrando le partecipate dello Stato ("siete la spina dorsale del Paese") a cui ha promesso tavoli sulle proposte avanzate (da energia al piano di investimenti), ha ribadito l'importanza del decreto semplificazioni. L'obiettivo è portarlo in Cdm la prossima settimana, anche se in realtà non si esclude che possa essere necessario ancora qualche altro giorno.

Sta di fatto che il Pd preme sui dossier, così Italia viva di Renzi mentre il Movimento 5 stelle chiede di evitare 'compromessi' sulle battaglie di riferimento. Per sciogliere i nodi sul tavolo, Conte dovrebbe chiamare in settimana i capi delegazioni a palazzo Chigi, indicando il punto di equilibrio e chiedendo senso di responsabilità.

E ribadendo che il vero obiettivo è il 'Recovery plan'. Gli Stati generali sono serviti a mettere in campo le priorità. "Confidiamo già la settimana prossima di rivedere il programma e provare a chiuderlo. Faremo un confronto con le forze politiche di opposizione, dopodiché avremo la bozza di piano di rilancio a cui lavorare alacremente nelle prossime settimane", ha sottolineato oggi il presidente del Consiglio.