Per Mattarella le scuole chiuse sono "una ferita per tutti"

Per Mattarella le scuole chiuse sono "una ferita per tutti"

Videomessaggio alla trasmissione di Rai 3 #maestri. Agli studenti dice: "Non avreste mai immaginato che poter uscire per andare a scuola costituisse un esercizio di libertà”. E ai ragazzi della maturità manda un "in bocca al lupo!"

Fase 2 coronavirus mattarella scuola

© RICCARDO DE LUCA / ANADOLU AGENCY - Presidente Mattarella

I ragazzi resteranno lontani dalle scuole “fino a quando il pericolo non sarà stato eliminato; e non sarà possibile riaprirle in sicurezza”. Ma da anche questa esperienza è possibile trarre un’occasione di crescita. Il Presidente della Repubblica invia un videomessaggio alla prima puntata della trasmissione di Rai Tre #maestri, e si rivolge agli studenti costretti a casa dall’epidemia coronavirus.

“Le scuole chiuse sono una ferita per tutti. Ma, anzitutto per voi; per i vostri insegnanti; per tutti coloro che, giorno per giorno, partecipano alla vita di queste comunità”, afferma Sergio Mattarella. Perché, spiega, “la scuola non è soltanto il luogo dell’apprendimento. È la vostra dimensione sociale fondamentale, nella quale, assieme al sapere e alla conoscenza, cresce e si sviluppa - anche nella relazione con gli altri, con i compagni, con i vostri insegnanti - la personalità di ognuno di voi. Cioè quel che sarete nella vostra vita futura”.

Il Capo dello Stato invita gli alunni che lo ascoltano attraverso la televisione a riflettere sui giorni presenti. “Avvertite – molti, forse, con sorpresa - che la scuola vi manca. Probabilmente, non avreste mai immaginato che poter uscire per andare a scuola costituisse un esercizio di libertà. Della vostra libertà”, dice.

Un’altra riflessione che suggerisce è “su ciò cui abbiamo dovuto, momentaneamente, rinunziare; e sul valore delle occasioni e dei gesti, apparentemente scontati, che in questo momento ci mancano. A cominciare dalle relazioni tra le persone”.

Soprattutto, però, Mattarella sprona i giovani a guardare al futuro. “Tutti ripetiamo che, dopo questa pandemia, il mondo non sarà più come prima: ma nessuno, davvero, può ancora dirci come sarà. Come sarà il mondo di domani - afferma - dipenderà, in realtà, in larga misura da voi, studenti di oggi. Dalla vostra capacità di pensarlo, di progettarlo, di viverlo. Dal vostro impegno. Da come metterete a frutto i saperi e le conoscenze che oggi acquisite”.

Per questo, conclude, è importante continuare “a sentirsi e a essere studenti. Continuare a sentirsi parte, protagonista, della comunità educante”. Un messaggio che rivolge anche agli studenti che si stanno preparando agli esami, ai quali invia un “in bocca al lupo!”