Per Fontana il decreto, varato "senza il nostro consenso", è "riduttivo" 

Per Fontana il decreto, varato "senza il nostro consenso", è "riduttivo" 

Perché – si chiede il governatore della Lombardia – non chiudere tutti gli studi professionali, gli uffici pubblici e gli alberghi? E i cantieri edili? Avevamo anche il consenso dell’associazione dei costruttori! E il divieto di andare nelle case di vacanza? 

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© Claudia Greco / AGF 
- Attilio Fontana

L’ultimo decreto del governo? “«Mi sembra un po’ riduttivo rispetto alle misure che avevamo predisposto noi”. È tranchant il giudizio del governatore Attilio Fontana in un’intervista al Corriere della Sera sugli ultimi provvedimenti restrittivi adottati dall’esecutivo Conte. “Perché – si chiede Fontana – non chiudere tutti gli studi professionali, gli uffici pubblici e gli alberghi? E i cantieri edili? Avevamo anche il consenso dell’associazione dei costruttori! E il divieto di andare nelle case di vacanza? Qualcuno mi deve spiegare il perché. Hanno detto che c’è il consenso di tutte le Regioni, ma se è così manca quello della Lombardia”.

Racconta il governatore lombardo: «Da quel maledetto venerdì non posso concedermi alcuna prospettiva che vada oltre le due settimane. Cioè, è chiaro che in Regione c’è gente che continua a lavorare, per quanto può, su tutti i fronti, ma è altrettanto evidente e comprensibile che io e molte persone che stanno dando l’anima siamo totalmente immersi nella battaglia contro questo virus bastardo. Mi ha cambiato il modo di vedere”, nel senso che “questa volta è tutto diverso, possiamo soltanto impegnarci e ingegnarci per rallentare i contagi, per curare i malati, ma ci troviamo davvero di fronte a qualcosa più grande di noi”.