Napolitano: riforme, il Quirinale le chiede da 20 anni

(AGI) - Roma, 16 nov. - Le riforme sono in cima all'agenda delQuirinale da almeno 20 anni: lo ha ricordato il Presidentedella Repubblica Giorgio Napolitano partecipando invideoconferenza alla commemorazione di Giovanni Spadolini."Eravamo presidenti dei sue rami del Parlamento nel biennio1992-1994", ha detto il capo dello Stato, "ci univanoprofondamente il senso della Costituzione, delle istituzioni el'ammirazione per l'Assemblea Costituente". Un'azione comuneincentrata su tre punti: "Il primo l'affermazione piena delcontrollo di legalita', il secondo la difesa del Parlamento inun momento in cui alcune forze sostenevano fosse deligittimato,il terzo un programma di

(AGI) - Roma, 16 nov. - Le riforme sono in cima all'agenda delQuirinale da almeno 20 anni: lo ha ricordato il Presidentedella Repubblica Giorgio Napolitano partecipando invideoconferenza alla commemorazione di Giovanni Spadolini."Eravamo presidenti dei sue rami del Parlamento nel biennio1992-1994", ha detto il capo dello Stato, "ci univanoprofondamente il senso della Costituzione, delle istituzioni el'ammirazione per l'Assemblea Costituente". Un'azione comuneincentrata su tre punti: "Il primo l'affermazione piena delcontrollo di legalita', il secondo la difesa del Parlamento inun momento in cui alcune forze sostenevano fosse deligittimato,il terzo un programma di riforme da portare avanti". Unprogramma, per l'appunto, che aveva nel Quirinale (all'epoca visiedeva Oscar Luigi Scalfaro) uno dei suoi principalipromotori. La necessita' delle riforme, ha raccontato ancoraNapolitano, "era stata indicata da Scalfaro nel suo discorso alParlamento dopo l'elezione". L'allora Capo dello Stato,inoltre, "aveva chiesto a me e a Spadolini" di promuoverequella che poi sarebbe divenuta la Commissione Bilaterale. "Ioe Spadolini non dovemmo fare forza a noi stessi per trovarcisulla stessa strada da percorrere in quei tragici momenti", hachiosato ancora Napolitano riferendosi esplicitamenteall'attentato subito da Giovanni Falcone e alla successivastagione di Tangentopoli. Il momento dell'elezione di Scalfarofu, proprio per il momento in cui maturo' e per i protagonistidella vicenda, un momento di svolta. Spadolini era, insieme aScalfaro, un candidato fortissimo al Quirinale, e nutriva,nella "sua self-consciousness", qualche esplicita ambizione ariguardo. "Si apri' la discussione", ha rievocato Napolitano,"che si intreccio' con la tragica notizia dell'uccisione diGiovanni Falcone. All'epoca ero membro della direzione di quelpartito che era succeduto al PCI e che credo si chiamassePartito Democratico della Sinistra. Parlai in favore diSpadolini, ma la maggioranza si schiero' per Scalfaro. A quelpunto tutti votarono convintamente per Scalfaro". Spadolini, daquel giorno, "divenne il piu' ambizioso e affettuoso difensoredel Presidente della Repubblica, facendo piazza pulita dellesue ambizioni mancate". Ricordi attraverso i quali rivedereanche qualche pagina di cronaca. "Ma veramente gli italiani cheguardano la politica dall'esterno, o si sono da poco affacciatialla politica, possono pensare che tutto cio' appartenga adun'era geologica ormai nemmeno immaginabile?", si e' chiesto inconclusione Napolitano. Poi si e' dato una risposta: "Si trattadi un pregiudizio grave, da rimuovere. Sono esperienze su cuiriflettere". Del resto, come "reazione allo scavalcamento deipartiti" registrato negli ultimi anni, si torna a parlare di"primato della politica, di un ritorno alla politica". .