Napolitano: non lasciai cadere nel vuoto la tragedia di Moroni

(AGI) - Roma, 15 dic. - "Io personalmente non lasciai caderenel vuoto' la tragica lettera" con cui l'esponente socialistaSergio Moroni, nel settembre del 1992, denunciava "un clima dapogrom nei confronti della classe politica". E, di fatto,preannunciava il suicidio. Lo afferma il presidente dellaRepubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera al Corrieredella Sera, in risposta ad un editoriale di Ernesto Galli dellaLoggia. "Quel momento - sottolinea Napolitano - non si e' maicancellato dalla mia memoria: ne scrissi nel breve libro suimiei due anni di presidenza della Camera ("Dove va laRepubblica", ripubblicato da

(AGI) - Roma, 15 dic. - "Io personalmente non lasciai caderenel vuoto' la tragica lettera" con cui l'esponente socialistaSergio Moroni, nel settembre del 1992, denunciava "un clima dapogrom nei confronti della classe politica". E, di fatto,preannunciava il suicidio. Lo afferma il presidente dellaRepubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera al Corrieredella Sera, in risposta ad un editoriale di Ernesto Galli dellaLoggia. "Quel momento - sottolinea Napolitano - non si e' maicancellato dalla mia memoria: ne scrissi nel breve libro suimiei due anni di presidenza della Camera ("Dove va laRepubblica", ripubblicato da Rcs Libri nel 2006), in cuiriprodussi integralmente il testo della lettera di Moroni, e vidiedi ampio spazio nella mia 'autobiografia politica' del2005". "Li' - prosegue il capo dello Stato - scrissi: "fu ilmomento umanamente e moralmente piu' angoscioso che vissi daPresidente della Camera". Galli della Loggia "non dice -replica Napolitano, - forse perche' non ricorda, che io resipubblica quella lettera, indirizzata personalmente a me e nellaprima seduta che dopo quel giorno si tenne, la lessi in Aulacommentandola con brevi, difficili parole". "Non avrei potutoaprire - spiega Napolitano - una discussione in Assemblea, hoanche dopo continuato a chiedermi se avrei potuto dire o farequalcosa di piu', ma onesta' vuole che non si ignori - conmemoria incompleta o non obbiettiva - il modo in cui comunqueio personalmente non lasciai "cadere nel vuoto" quella tragicalettera".(AGI).