Napolitano, avanti senza strappi

(AGI) - Roma - Lo aveva detto chiaramente unasettimana fa: "Conservatorismi, corporativismi e ingiustizie"frenano l'Italia. Paese che va "rinnovato" con una  [...]

(AGI) - Roma, 29 set. - Lo aveva detto chiaramente unasettimana fa: "Conservatorismi, corporativismi e ingiustizie"frenano l'Italia. Paese che va "rinnovato" con una "rivoluzionesistemica". Non c'e' motivo, quindi, per ritenere che GiorgioNapolitano abbia cambiato opinione in un tempo cosi' breve. IlCapo dello Stato ha atteso il ritorno del presidente delConsiglio Matteo Renzi dalla sua lunga tournee americana e loha ricevuto al Quirinale per farsi relazionare. Le poche, scarne righe filtrate dopo il faccia a facciadicono che Renzi ha riferito sulla sua partecipazioneall'Assemblea generale dell'Onu, quindi il colloquio si e'incentrato sugli "sviluppi prossimi dell'attivita'parlamentare". Questo vuol dire sostanzialmente due cose: 1)questione della Corte Costituzionale; 2) i provvedimenti sullavoro. Di piu' grande impellenza la prima, ma quanto adimportanza forse la seconda e' preminente. Napolitano rispettaprofondamente la divisone dei compiti e dei ruoli, quindi lesue non possono che essere considerazioni di metodo. Ed ilmetodo, da sempre, e' quello di procede manzonianamente, cioe'"avanti con giudizio". Evitando strappi, evitando che lacarrozza travolga qualche povero manifestante che chiede ilpane provocando in questo modo uno sconquasso sociale. E'storia vecchia che risale almeno al 1630. Ragione per cui lachiarezza degli intenti non deve prescindere da uncoinvolgimento di tutti gli attori interessati, magari anche serecalcitranti alla riforma. Il riferimento sembra essere aisindacati, nei confronti dei quali i toni forse sono stati unpo' aspri. L'urgenza piu' impellente e' comunque quella dellaConsulta. Restano vuoti due scranni, destinati ad altrettantigiudici della Corte Costituzionale di nomina parlamentare. Sonostate 14, finora, le votazioni andate sprecate. Domani c'e' laquindicesima. Napolitano non ha trattenuto al riguardo la suaprofonda irritazione, nelle scorse settimane. Tanto da farglimettere nero su bianco un avvertimento: "Il succedersi senzarisultato conclusivo delle votazioni solleva graviinterrogativi e se questo e' avvenuto anche in passato cio' nontoglie niente alla gravita'" dei fatti. Il fatto e' che laCorte e' uno degli organi essenziali dello Stato. Bloccarla permesi e mesi significa impedirne il funzionamento regolare. Ilsistema ha bisogno di una Consulta nel pieno delle sue forze.Anche perche' da qua a poco piu' di un mese tocchera' aNapolitano stesso nominare a sua volta altri due giudici.Prerogativa che gli e' assegnata dalla Costituzione, e che ilpresidente della Repubblica gradirebbe poter esercitare senzala fretta imposta dalle manchevolezze parlamentari. .