Moscovici promuove riforme italiane. Non scegliamo noi i governi

(AGI) - Roma, 12 dic. - Pierre Moscovici promuove gli sforzidell'Italia sul fronte delle riforme per la competitivita' el'occupazione e sottolinea che non

(AGI) - Roma, 12 dic. - Pierre Moscovici promuove gli sforzidell'Italia sul fronte delle riforme per la competitivita' el'occupazione e sottolinea che non e' la Commissione europea ascegliere i governi, ne' a dettare le agende. "Trovandomi qui aRoma devo riconoscere il grande sforzo sulle riforme poste inessere dall'Italia, c'e' uno slancio che la commissione valutafavorevolmente per costruire un'economia piu' competitiva econ maggiore occupazione" ha detto il commissario Ue agliAffari Economici durante una conferenza stampa a Roma. "Ilmessaggio che voglio trasmettere oggi", ha detto, "non e'positivo ma di sostegno a questi sforzi". La Commissioneeuropea attende entro la terza settimana di gennaio maggioriragguagli dal governo dell'Italia prima di decideredefinitivamente sui conti pubblici italiani. "Per quantoriguarda Belgio, Francia, Italia abbiamo ritenuto piu' prudenteattendere fino a inizio marzo per prendere una decisione sullabase delle nuove stime di inizio febbraio", ha spiegatoMoscovici. "Vogliamo dare a questi paesi la possibilita' didare piu' ragguagli sugli interventi in termini di riforme inmodo che si possa conoscere il loro potenziale di crescita". LaCommissione Ue "lavorera' fin da ora per un dialogo costruttivocon i Paesi sulle finanze pubbliche". La Commissione Ue, ha sottolineato, non indica ai Paesi lalista delle riforme da fare ne' sceglie chi deve guidarel'Italia. "Gli italiani devono scegliere chi guidera' ilPaese", ha detto Moscovici, "penso che il governo italiano stiafacendo le riforme necessarie per il Paese. A nessuno piacel'incertezza politica, ma per l'Italia penso che ci sia unperiodo di stabilita' e di riforme che apprezziamo". Non staalla Commissione europea "indicare ai Paesi la lista delleriforme da fare. L'importante e' che quelle che scelgonospingano la crescita anche nel lungo termine". L'Europa rischia"un decennio" di stagnazione se dovessero perdurare la bassacrescita e l'elevata disoccupazione degli ultimi sette anni dicrisi, ha aggiunto, sottolineando che nel 2015 ci sara' per laprima volta un crescita, "ma troppo debole e lenta". (AGI).