Più donazioni dagli italiani per aiutare i migranti a casa loro. Il piano della Lega

Depositata a Palazzo Madama una proposta di legge per favorire la raccolta fondi per la cooperazione destinati a quei Paesi di maggiore emigrazione verso l'Italia. Primo firmatario, il senatore Toni Iwobi. Gelo dal M5s

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MARCO BERTORELLO / AFP
Il senatore leghista Toni Iwobi

"Aiutiamoli a casa loro". Finora per la Lega era 'solo' uno slogan, ora è arrivata una proposta di legge depositata a Palazzo Madama che va concretamente in questa direzione. Primo firmatario il senatore Toni Iwobi - è stata sottoscritta dal capogruppo, Massimiliano Romeo, e dagli altri esponenti del partito di via Bellerio al Senato - l'obiettivo, in sostanza, è quello di favorire la cooperazione, far sì che arrivino fondi ai Paesi da dove provengono i migranti.

Si coinvolgono perciò "gli ipermercati, supermercati, discount alimentari e grandi magazzini", che dovranno "dotarsi di un sistema telematico finalizzato ad effettuare donazioni al Fondo Rotativo per la cooperazione allo sviluppo". Non è - più solo - lo Stato, dunque, ad attivarsi, ma si permette ai clienti dei supermercati e dei centri commerciali di "effettuare donazioni, stabilendo volontariamente la somma da donare, il cui importo è indicato sulla ricevuta di pagamento".

L'esecutivo deve intervenire per indicare "le tipologie di progetti da finanziare, incidenti principalmente sul settore agricolo, su quello sanitario, sull'istruzione, sulla formazione professionale, sulle fonti di energia e sulle infrastrutture".

Il partito di via Bellerio coinvolge anche, ma non solo, uno dei ministeri guidati da Luigi Di Maio: "Con decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze e con il ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità di attuazione delle disposizioni", si sottolinea nella premessa del testo.

L'indicazione della Lega tuttavia è chiara: gli aiuti devono andare a quei Paesi "da cui si concentrano le migrazioni di carattere economico dirette verso l'Italia".

Iwobi spesso è intervenuto sul tema dei migranti. "Bisogna attivarsi per permettere in loco agli africani di riavere dignità e libertà. L'Africa è stata depredata, occorre superare la falsa accoglienza. Tutti si impegnino, non basta lo Stato", il 'refrain' del senatore italo-nigeriano. La legge sarà incardinata nelle commissioni Bilancio e Esteri di Palazzo Madama.

La Lega rimarca che "la cooperazione internazionale allo sviluppo è da moltissimo tempo parte integrante della politica estera del nostro Paese", ricorda la Carta delle Nazioni Unite e l'articolo 11 della Costituzione in cui è inserita "l'apertura alla comunità internazionale ed alle organizzazioni finalizzate al perseguimento della pace e della giustizia tra le nazioni" e soprattutto insiste sulla necessità di arrivare ad "un processo di integrazione europea".

Tuttavia "affinché le norme programmatiche" sulla cooperazione internazionale non restino solo sulla Carta, "è indispensabile - questo l'obiettivo indicato nella legge - pensare ad azioni concrete per favorire la cooperazione e lo sviluppo. A tal fine, esistono diversi interventi cui il nostro Paese partecipa attivamente ed è più che opportuno che si dia possibilità anche i singoli cittadini di contribuirvi, anche attraverso piccole azioni da realizzare nei momenti della quotidianità".

Per ora è gelo M5s: "La Lega si occupi dei rimpatri e non faccia propaganda", spiegano fonti parlamentari pentastellate. Salvini da tempo preme sulla possibilità di attenuare il flusso delle migrazioni "promuovendo interventi di sviluppo in Africa" ma "le risorse complessive per la Cooperazione - rimarcano le stesse fonti - sono diminuite. È solo campagna elettorale".



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