Nessun motivo per aprire una procedura d'infrazione. Così Mattarella difende l'Italia

Per il Presidente della Repubblica "non c'è un'economia a rischio", anche se ovviamente i numeri vanno costantemente monitorati e vanno "tenuti sotto controllo"

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 (Afp)
 Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella scende in campo e perora la causa del Paese e dei suoi conti pubblici a pochi giorni dalla decisione della Ue: "Noi crediamo che la procedura di infrazione non abbia ragione di essere aperta" ha sottolineato al termine di un colloquio con il presidente austriaco. Il Capo dello Stato, nel tête-à-tête, ha fatto notare ad Alexander Van der Bellen che chiedeva notizie sulla vicenda che "i nostri conti sono solidi" e "non c'è un'economia a rischio", anche se ovviamente i numeri vanno costantemente monitorati e vanno "tenuti sotto controllo".

Il Presidente della Repubblica, a Vienna per una visita di Stato, si spende per evitare al Paese il baratro della procedura che causerebbe all'Italia sanzioni e controlli, oltre alla sfiducia dei mercati. E si spende per la linea della ragionevolezza, che significa recupero del dialogo tra governo da una parte e Commissione europea dall'altro. Proprio nelle ore in cui il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia Giovanni Tria sono al lavoro per evitare la bocciatura dei conti e preparano il Consiglio dei ministri che dovrebbe varare il ddl di assestamento di bilancio per il 2019, il Presidente difende l'economia italiana.

E cita i numeri positivi forniti dall'esecutivo: "il disavanzo di bilancio in Italia è passato dal 2,4 al 2,1 tra il 2017 e il 2018, l'avanzo primario è passato dall'1,4 all'1,6: sono due dati di trend positivi". Ma c'è di più, fa notare, "vi è una condizione di base di economia italiana di grande solidità, non a caso l'Italia è la terza economia dell'Ue ed è la seconda manifattura d'Europa. Credo il governo stia presentando alla Commissione Ue per dimostrare che i conti saranno in ordine, le indicazioni sono rassicuranti e non vi sia motivo per aprire una nuova infrazione".

La riunione della Commissione che dovrebbe decidere se raccomandare all'Ecofin del 9 luglio l'avvio della procedura intanto è slittata al termine del vertice Ue. Ma da Bruxelles giungono segnali di ottimismo. E parallelamente si respira invece una certa preoccupazione nelle cancellerie per l'intera vicenda, tanto che sia il presidente che il ministro dell'Economia austriaci hanno chiesto notizie a Mattarella.

Il Capo dello Stato ha quindi colto l'occasione di una domanda in conferenza stampa per ribadire il suo augurio che la procedura non sia avviata. Le prossime ore saranno cruciali: la riunione del Consiglio dei ministri, l'auspicata ragionevolezza di tutto il governo, una accoglienza positiva da parte di Bruxelles potrebbero essere elementi determinanti per evitare al Paese una vera e propria cura da cavallo. La trattativa sui conti si intreccia, inevitabilmente, a quella sulle nomine dei top job comunitari.

Mattarella su questi ha espresso l'auspicio che "si trovi assieme sollecitamente un'intesa per far partire la vita delle istituzioni. L'Unione ha difronte a sé alcune grandi sfide da governare: dal clima ai migranti, dall'economia alla sicurezza. Ci auguriamo che tutto si concluda domani - ha spiegato - e questo consenta all'Ue di partire con sollecitudine per affrontare quei problemi che solo insieme, come Unione, possono essere affrontati con successo". 



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