Mattarella, Italia chiede legalita' No a magistrati protagonisti

(AGI) - Firenze, 24 feb. - Seconda riflessione sulla giustiziain occasione della prima uscita da Roma come presidente dellaRepubblica, per Sergio Mattarella. Pochi giorni fa il capodello Stato ha incontrato il Csm a palazzo dei Marescialli,oggi si reca alla Scuola superiore della magistratura ospitatasulle splendide colline di Firenze in una villa seicentesca diScandicci. Parla poco, il capo dello Stato, in quella chesembra essere la cifra del suo settennato: sintesi e gestidimostrativi. Oggi e' il turno della tramvia fiorentina,esempio di trasporto locale ecosostenibile che e' servita adalleggerire quello che era uno

(AGI) - Firenze, 24 feb. - Seconda riflessione sulla giustiziain occasione della prima uscita da Roma come presidente dellaRepubblica, per Sergio Mattarella. Pochi giorni fa il capodello Stato ha incontrato il Csm a palazzo dei Marescialli,oggi si reca alla Scuola superiore della magistratura ospitatasulle splendide colline di Firenze in una villa seicentesca diScandicci. Parla poco, il capo dello Stato, in quella chesembra essere la cifra del suo settennato: sintesi e gestidimostrativi. Oggi e' il turno della tramvia fiorentina,esempio di trasporto locale ecosostenibile che e' servita adalleggerire quello che era uno dei traffici piu' caoticid'Italia. Letteralmente: Mattarella prende il tram per andare alavorare. Quando arriva a villa Castelpulci lo accoglie laclassica scolaresca che suona allo xilofono l'inno di Mameli.Dentro lo aspettano il ministro della Giustizia, AndreaOrlando, il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, ildirettore della Scuola, Valerio Onida. Il presidente ascolta con attenzione i loro interventi, poisi avvicina al microfono e pronuncia una riflessione cheriguarda anche lo stato generale dell'amministrazione dellagiustizia. Senza entrare nei dettagli, ma dando alcuneindicazioni molto chiare. Prima fra tutte, in ordinecronologico, la necessita' di "recuperare l'efficienza". Sitratta di un "recupero necessario per rispondere efficacementeal bisogno di legalita' fortemente avvertito nel Paese". E' un indiretto appello, un'esortazione che mette inrisalto una piaga tradizionale della giustizia italiana. Dietrose ne intravede una seconda: la necessita' di una "preparazioneprofessionale dei magistrati" che sia al passo con i tempi.Infatti "al magistrato si richiede una costante tensioneculturale che trova fondamento in studi e aggiornamenticontinui ma si nutre anche di una profonda consapevolezzamorale della terzieta' della funzione giurisdizionale, basatasui principi dell'autonomia e dell'imparzialita'". Insomma, il magistrato sia aggiornato anche sui "semprepiu' importanti principi del diritto e della giurisprudenzaeuropea", ma soprattutto non dimentichi la dimensione morale ecivile del proprio lavoro. Infatti "la giustizia e' chiamata adefinire, ogni giorno, l'equilibrio fra diritti e doveriapplicando le regole dettate dalla legge". E quindi "da un latola competenza, dall'altro la profonda conoscenza del ruolodell'etica della professione". Sono i due pilastri su cui "si regge la capacita' delmagistrato di svolgere il compito affidatogli dallaCostituzione". E qui Mattarella precisa: "un compito ne' diprotagonista assoluta nel processo, ne' di burocraticoamministratore di giustizia". Entrambi i difetti "snaturano lafisionomia della funzione" del magistrato. Laddove, invece,"l'ordinamento della Repubblica esige che il magistrato sappiaconiugare equita' e imparzialita', fornendo una risposta digiustizia tempestiva per essere efficace, assicurandoeffettivita' e qualita' della giurisdizione". E' esattamentequello che chiedono i cittadini. (AGI).