Marino: no al voto, ma Pd capitolino vuole maxirimpasto

(AGI) - Roma, 18 nov. - L'ipotesi di un voto anticipato per ilCampidoglio si allontana, ma il sindaco di Roma, IgnazioMarino, dovra' far fronte alle richieste di un maxirimpasto chearrivano dal gruppo Pd che lo sostiene in Assemblea capitolina,che gli assicura la fiducia ma vuole la sostituzione di cinqueo sei assessori. E' quanto emerge al termine di un giorno lungoe difficile per il primo cittadino, iniziata questa mattinapresto con la riunione con i comitati di quartiere di TorSapienza. Alla quale sono seguiti, nell'ordine, un faccia afaccia con il vice di Matteo

(AGI) - Roma, 18 nov. - L'ipotesi di un voto anticipato per ilCampidoglio si allontana, ma il sindaco di Roma, IgnazioMarino, dovra' far fronte alle richieste di un maxirimpasto chearrivano dal gruppo Pd che lo sostiene in Assemblea capitolina,che gli assicura la fiducia ma vuole la sostituzione di cinqueo sei assessori. E' quanto emerge al termine di un giorno lungoe difficile per il primo cittadino, iniziata questa mattinapresto con la riunione con i comitati di quartiere di TorSapienza. Alla quale sono seguiti, nell'ordine, un faccia afaccia con il vice di Matteo Renzi al Nazareno, LorenzoGuerini, una riunione con lo stesso gruppo Pd capitolino el'intervento in aula Giulio Cesare sulla vicenda delle multenon pagate, in cui ha escluso l'ipotesi di dimissioni o diritorno al voto. A quanto si apprende Guerini avrebbe tuttaviasottoposto al primo cittadino la necessita' di una svoltadecisa nell'azione amministrativa, sollecitando una maggioresintonia tra la sua squadra e il partito di maggioranza. Iconsiglieri Pd, dal canto loro, assicurano che "non c'e' alcunapossibilita' di andare a lezioni anticipate" e che "Marino e'il nostro sindaco". Ma confermano la linea: "bisogna darediscontinuita' cambiando almeno cinque o sei assessori". E quiarriva il difficile per Marino: se infatti sembrano ormaidestinati a uscire dalla sua squadra Rita Cutini (Sociale) eLuca Pancalli (Sport), molto piu' complicato sarebbeestromettere gli altri, perche' eletti dai cittadini oppureblindati dallo stesso sindaco o dal partito. Delicata appareanche la posizione del vicesindaco Luigi Nieri, di Sel, la cuifuoriuscita creerebbe non pochi problemi nel rapporto conun'altra forza di maggioranza. Insomma, il rischio e' che lamontagna di un maxirimpasto, alla fine, partorisca il topolinodi un semplice balletto delle deleghe. (AGI)