Mandela day: Boldrini, avremmo ancora bisogno di 'Madiba'

(AGI) - Roma - "Di lui, oggi, avremmo ancorabisogno".Laura Boldrini, nel suo intervento al seminarioparlamentare 'Italia chiama Africa', in occasione del  [...]

Mandela day: Boldrini, avremmo ancora bisogno di 'Madiba'
(AGI) - Roma, 18 lug. - "Di lui, oggi, avremmo ancorabisogno".Laura Boldrini, nel suo intervento al seminarioparlamentare 'Italia chiama Africa', in occasione del 'MandelaDay' e alla presenza degli ambasciatori in Italia degli Statiafricani, parla di 'Madiba' e aggiunge che "avremmo bisogno delsuo sguardo acuto e delle sue capacita' di superare le barrieredell'odio per giungere alla riconciliazione. Avremmo bisogno,pero', anche del suo slancio vitale, del suo sorrisocontagioso, della volonta' di celebrare un Paese ed uncontinente che, per troppo tempo, sono stati, per l'Occidente,nient'altro che terra di conquista o luogo esotico, infestatoda violenze, carestie ed epidemie". "Quest'anno, per la prima volta, celebriamo la giornatadedicata a Nelson Mandela senza di lui, una figura, per citareun'altra grande protagonista della storia sudafricana scomparsadi recente, Nadine Gordimer, 'all'epicentro del nostro tempo'",osserva la presidente della Camera. "Lo era - prosegue - invita, e lo e' tuttora. Mandela dimostro' di saper guidare unpopolo, di non poter essere piegato, ma riusci' anche a noncedere alla vendetta, perfino nei confronti delle persone, citosempre Gordimer, che 'avevano creato la prigione che eral'apartheid'. Seppe, infine, lasciare il potere - sottolinea -una volta raggiunti i primi obiettivi che si era prefissato: lacreazione di uno Stato democratico e di una 'rainbow nation, la'nazione arcobaleno', dove tutti, indipendentemente dal coloredella pelle, dalla religione, dall'orientamento sessuale,fossero ritenuti eguali". Boldrini richiama all'attenzione di tutti il fatto che "ancheoggi, quando l'Africa subsahariana cresce a ritmi sostenuti;quando citta' sconvolte dalla guerra appena tre anni fa, comeAbidjan, risorgono come centri economici e culturali; quandouna nuova classe media in espansione rivoluziona i modellisociali e le pratiche imprenditoriali in tutto il continente, inostri mezzi d'informazione sembrano non interessarsene,ricordandosi dell'Africa solo in occasione dell'insorgere diguerre, del diffondersi di virus letali o dell'intensificarsidei flussi migratori diretti in Europa". "Le immagini piu' recenti che riguardano l'Africa trasmessedai nostri telegiornali - osserva ancora - sono state, infatti,quelle delle ragazze nigeriane rapite da Boko Haram e deitentativi di contenere la trasmissione dell'Ebola in Africaoccidentale". "A quest'attenzione cosi' ristretta e selettiva siaffianca, purtroppo, un'incapacita', da parte di chi guida iPaesi occidentali, di intervenire con efficacia per cercare diporre fine ai conflitti; di sostenere realmente le transizionidemocratiche, le istituzioni rappresentative ed i mezzid'informazione liberi; di investire di piu' e meglio non perdepredare i territori, ma per creare benessere tra lepopolazioni locali", rimarca la terza carica dello Stato. Infine, dice ancora Boldrini, "e' all'Africa che dovremmoguardare per ridare nuovi orizzonti alle nostre economie,avviluppate da troppo tempo nella spirale recessiva. Appena il5% delle esportazioni italiane e' destinato al continenteafricano ed in Africa giunge solo il 7% dei nostriinvestimenti". "L'enorme disparita' rispetto all'attivismo di altri Paesi,soprattutto emergenti, e' lampante. Perfino negli Stati cuisiamo legati dalla vicinanza geografica o da vincoli storici,come quelli dell'Africa settentrionale o del Corno, i nostriimprenditori sono poco presenti, lasciando spazio a quelli dialtri paesi. L'Europa e l'Africa, cosi' vicine, cosi'interconnesse, devono riavvicinarsi in uno scambio alla pariche puo' solo portare benefici per entrambi. L'Italia - diceBoldrini - puo' avere un ruolo di traino in questoavvicinamento all'Africa. Per la nostra storia, per quelbraccio ristretto di mare, ristretto e drammatico, che cisepara dalla sponde africane e per la nostra tradizionalevocazione diplomatica alla mediazione ed alla terzieta'. E, inquesto momento, lo puo' avere, infine, in quanto Presidente diturno del Consiglio dell'Unione europea, in una fase crucialesia per il continente africano, che per quello europeo. Abbiamocompiuto alcuni passi in questa direzione, ma molto rimane dafare. Con la convinzione che, ricordando le parole di Madiba:'It always seems impossible until it's done', 'Sembra sempreimpossibile finche' non lo si fa'". (AGI)