Libia: Renzi, non è un videogame, Italia non andrà in guerra

Il premier: "Accertare le responsabilità sui rapimenti"

Libia: Renzi, non è un videogame, Italia non andrà in guerra
 Matteo Renzi (Le Figaro)

(AGI) - Roma, 6 mar. - "Quando si parla di guerra bisognerebbe andarci in punta di piedi. Sento parlare di 5000 uomini. Ma che e' un videogioco? Con me presidente del Consiglio l'Italia non andra' in guerra". Lo ha detto Matteo Renzi intervenendo alla trasmissione 'Domenica Live". "L''Italia fara' la sua parte", ha sottolineato il premier, ma "oggi non e' all'ordine del giorno una missione militare italiana in Libia. La prima cosa da fare e' che" a Tripoli "ci sia un governo solido, anzi solidissimo" che abbia la possibilita' di chiedere alla comunita' internazionale "un intervento" senza che l'Italia "rifaccia gli errori del passato". Il presidente del Consiglio ha poi richiamato tutti, politici e giornalisti, "alla calma, al buon senso e all'equilibrio".

"Oggi non e' all'ordine del giorno una missione militare italiana in Libia", ha ribadito il presidente del Consiglio, secondo il quale sui rapimenti degli italiani in Libia "bisognera' capire le responsabilita'".

Il premier ha spiegato che i quattro tecnici italiani "sono entrati in Libia quando c'era un esplicito divieto" da parte dell'Italia. Il capo del governo ha ribadito la "delicatezza della vicenda", per questo "bisogna evitare" da parte di tutti "strumentalizzazioni bieche" davanti al dolore. Renzi ha poi spiegato che i due rapiti italiani rientrati a Ciampino, "hanno saputo solo oggi" che i loro due colleghi erano stati uccisi. (AGI)