Libia, Renzi frena sull'intervento. Pollicardo e Calcagno attesi in Italia

Il premier: "no a forzature". Dopo una giornata di trattative, i due ex ostaggi consegnati in serata agli italiani. A ore il rimpatrio.  La moglie di Failla accusa "liberazione pagata col sangue di mio marito"

Libia, Renzi frena sull'intervento. P ollicardo e Calcagno attesi in Italia
crisi Libia (afp) 

Roma -  Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha frenato sull'ipotesi di un intervento militare in Libia. "I media si affannano a immaginare scenari di guerra italiana in Libia che non corrispondono alla realta'", ha affermato nella Enews.

Renzi ha avvertito che "la situazione in Libia infatti e' sempre molto delicata". "Il lavoro dell'Onu per raggiungere un accordo solido e stabile sul governo e' ancora in pieno svolgimento", ha ricordato il premier, "abbiamo bisogno di una soluzione equilibrata e duratura. Solo a quel punto potremo valutare, sulla base della richiesta di un governo legittimato, un impegno italiano, che comunque avrebbe necessita' di tutti i passaggi parlamentari e istituzionali necessari". Per Renzi, "dunque, questo non e' il tempo delle forzature, ma del buon senso e dell'equilibrio".

La moglie di Failla accusa, liberazione degli altri due tecnici "pagata col sangue di mio marito"

Intanto è questioni di ore per il rientro in Italia di Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, i due tecnici italiani  liberati venerdi' a Sabrata dopo essere stati rapiti lo scorso luglio nell'ovest della Libia. Dopo una giornata di contatti e trattative, nella serata di sabato i due sono stati trasferiti via terra da Sabrata a Mellitah, dove un elicottero li attendeva per condurli a Tripoli e da lì è previsto il trasferimento in aereo in Italia.

I due tecnici della Bonatti avevano trascorso la notte di venerdì a Sabrata, nella stazione di polizia dove erano stati portati dopo il rilascio. Sulla dinamica che ha portato alla loro liberazione permangono versioni differenti. Il generale Hussein al Zawadi, leader della municipalita' di Sabrata, ha detto che i due tecnici sono stati liberati attraverso un blitz avvenuto "con la collaborazione della popolazione locale" nell'abitazione di una famiglia di origine marocchina, circa tre giorni dopo la scoperta di un nascondiglio dello Stato islamico dove erano detenuti tutti e quattro gli ostaggi. Una donna avrebbe azionato la sua cintura esplosiva uccidendo anche due suoi figli. Ma c'e' chi sostiene invece che i due fossero stati abbandonati dagli uomini dell'Isis e che si sono dunque liberati da soli. (AGI)