A che punto è la legge elettorale

Oggi la decisione sul relatore e di conseguenza sul testo base. Possibile un 'incidente' per arrivare al voto anticipato

A che punto è la legge elettorale

Il relatore ha deciso si ritirare il testo base sulla legge elettorale: una vittoria per il Pd in commissione Affari costituzionali della Camera dove viene stoppato l'Italicum bis, grazie anche al sostegno dei verdiniani, della Lega, dei fittiani e delle minoranze linguistiche.

Secondo scontro, il relatore

Ma se il Pd vince la prima battaglia non la spunta ancora sul relatore, ruolo che i dem vogliono affidato ad Emanuele Fiano. Spetta però al presidente della Commissione, Andrea Mazziotti, assegnare il ruolo di relatore. Da qui, anche se appare un tecnicismo, dipendono le sorti della proposta elettorale del Pd: il Mattarellum corretto. Perché lo stesso Fiano, al termine della riunione della commissione, ha annunciato che oggi sarà nominato il nuovo relatore e quindi sarà presentato il nuovo testo base.

Spaccatura nella maggioranza

Contro la mossa del Pd si sono schierati Forza Italia, Movimento 5 Stelle, Alternativa popolare. Sinistra Italiana e Mdp avevano annunciato che, in caso di voto sul testo base a firma Mazziotti, si sarebbero astenute. Ma non hanno mancato di criticare duramente l'atteggiamento del partito del Nazareno.

Perché Mazziotti è furioso con il Pd

Critiche dure sono arrivate anche dallo stesso Mazziotti, che ha ricordato nel suo intervento il cambio di posizione assunto dal Pd. Prima si era detto se pur non favorevole all'Italicum bis disponibile a lavorare con gli emendamenti per modificare il testo e, comunque, aveva garantito che non avrebbe fatto ostruzionismo, poi la sera stessa, nel giro di poche ore - ricorda Mazziotti - il Pd ha cambiato radicalmente posizione, dicendosi nettamente contrario all'Italicum bis e già annunciando il suo voto contro.

Cosa vuole ottenere Renzi

Il Pd mira a ottenere il ruolo di relatore per Fiano e a presentare come testo base la sua proposta, un Mattarellum corretto, dove c'è il 50% dei collegi uninominali e il 50% di proporzionale e una soglia di sbarramento al 5%.

Un po' di dietrologia sulle manovre del Pd

C'è chi, sia nella maggioranza, sia tra le forze di opposizione, sostiene che l'obiettivo di Renzi sia quello di andare a cercare l'incidente a palazzo Madama per poi tornare presto a elezioni con i due sistemi elettorali ora vigenti, che sono diversi per i due rami del Parlamento e che al Senato prevedono uno sbarramento dell'8%, una vera falcidiata per i piccoli partiti.

Di certo, però, l'azione del Pd determina una spaccatura in Parlamento, tra le forze di opposizione e lo stesso partito del Nazareno con un inevitabile allungamento dei tempi. Lo dice chiaramente lo stesso Mazziotti: "E' inevitabile che i tempi si allungheranno". Da calendario la legge elettorale dovrebbe approdare in aula alla Camera il 29 maggio.