Un voto senza scontri diretti. Dove corrono i leader dei partiti

Le uniche sfide interessanti sono quelle di Siena, tra Padoan e Borghi, e Firenze, tra Renzi e Bagnai

Un voto senza scontri diretti. Dove corrono i leader dei partiti
 Agf/Afp
Renzi, Berlusconi, Grasso, Salvini, Di Maio e Meloni

Niente sfide dirette tra big in questa tornata elettorale per eleggere il nuovo Parlamento. Tantomeno nelle urne ci sarà un duello all'ultimo sangue tra i leader di partito, così come non si è svolto in tutta la campagna elettorale nessun faccia a faccia televisivo tra i candidati premier in pectore. Matteo Renzi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Luigi Di Maio e Pietro Grasso sono tutti candidati in collegi e regioni diverse. Anzi, per quel che riguarda Salvini, il leader della Lega ha deciso di non gareggiare in nessun collegio uninominale, scegliendo invece 5 collegi plurinominali al Senato (Calabria, Lazio, Lombardia, Liguria, Sicilia). 

Dunque, le uniche sfide dirette su cui saranno puntati i riflettori sono quelle di Siena, per la Camera, dove il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, candidato per il Pd, se la dovrà vedere con il responsabile Economia della Lega, Claudio Borghi. Sfida che assume un significato anche simbolico, oltre che politico, per la vicenda delle banche.

L'altra sfida 'sotto osservazione' è quella di Firenze, dove il segretario dem viene sfidato dall'economista anti-euro, Alberto Bagnai, della Lega. Altro duello, ma sempre di 'secondo livello', ci sarà a Bologna, per il Senato, dove il centrista Pier Ferdinando Casini, alleato con il Pd, cercherà di strappare il seggio all'ex governatore emiliano e commissario straordinario per il terremoto del centro Italia (nominato dall'allora premier Renzi), Vasco Errani, che corre sotto il simbolo di Leu. Qui la questione è tutta politica: militanti e dirigenti locali dem hanno infatti protestato per il seggio assegnato a Casini, in una città storicamente di sinistra e per di più contro un esponente molto amato a sinistra come Errani. 

Tutte le altre sfide per la conquista di un collegio uninominale perdono di 'potenza' e di rilevanza politica, in quanto vedono confrontarsi esponenti dei vari partiti di diverso 'peso' o 'peso minore'. Partendo dal nord Italia, Maria Elena Boschi per il Pd
dovrà vedersela nel collegio uninominale per la Camera di Bolzano contro la fedelissima del Cavaliere, Michaela Biancofiore (per M5s corre Filomena Nuzzo, mentre per Leu Markus Frei). In Lombardia è saltata la sfida diretta tra Bruno Tabacci e Laura Boldrini. In quota +Europa nel collegio della Lombardia Milano 1 corre Tabacci e a sfidarlo Leu ha candidato il costituzionalista anti-Italicum Felice Besostri, mentre per la coalizione di centrodestra corre l'avvocato, ex componente del cda di Veneto banca e Mondadori, Cristina Rossello.

La presidente uscente della Camera e esponente di Leu, Laura Boldrini, corre sempre in Lombardia ma nel collegio Milano 3 e dovrà vedersela con il 5 stelle Manlio Di Stefano e il dem Mattia Mor. In Emilia l'altra sfida clou: per un seggio al Senato si sconteranno Casini contro Errani e sarà la civica vicina a Forza Italia, Elisabetta Brunelli, avvocato e presidente di Confedilizia, la
protagonista per il centrodestra, mentre è saltata la sfida per un seggio alla Camera tra Pierluigi Bersani e Piero Fassino. Bersani, candidato per Leu, corre nell'uninominale a Verona e se la dovrà vedere con la fedelissima di Renzi, Alessia Rotta.

È saltata anche un'altra sfida da riflettori: quella nel collegio Roma 1 per la Camera, dove corre il premier Paolo Gentiloni e i 5 stelle avrebbero dovuto schierare Carla Ruocco. Invece, Gentiloni dovrà vedersela con Angelo Cirulli, investitore coinvolto nella vicenda di Banca Etruria, "un piccolo imprenditore che è stato truffato dal decreto salva-banche", lo ha presentato Di Maio. Per Leu corre il vicepresidente nazionale di Arci, Filippo Miraglia, mentre il centrodestra schiera Luciano Ciocchetti, ex Udc, ex FI e poi vicino a Fitto. Sempre nel Lazio, ma per il Senato, nessun 'grosso calibro' sfida Emma Bonino, Leader di + Europa:
nella circoscrizione Lazio 1 Gianicolense, infatti, Bonino dovrà competere con Federico Iadicicco per il centrodestra, Laura Lauri (Leu) e Claudio Consolo (M5s).

Niente gara da ring nemmeno per la leader di FdI, Giorgia Meloni, candidata nell'uninominale per la Camera, Lazio 2
Latina, contro Tommaso Conti di Leu, Federico Fautilli del Pd e Leone Martellucci del M5s. Il candidato premier dei 5 stelle, Luigi Di Maio, è candidato per la Camera in Campania, nel collegio uninominale di Acerra e deve scontrarsi con il critico d'arte Vittorio Sgarbi che corre per il centrodestra, Antonio Falcone per il Pd e Vincenza Iasevoli per Leu. Infine, resta la sfida in Puglia tra Massimo D'Alema (Leu) e Teresa Bellanova (Pd), mentre nessuna sfida al vertice per il leader di Leu, Pietro Grasso, candidato nell'uninominale in Sicilia a Palermo.



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