Lavoro: minoranza Pd, Governo non chiuda a modifiche in Senato

(AGI) - Roma - Il Governo non chiuda a miglioramentisul job act. Alla vigilia dell'approdo nell'Aula del Senatodella riforma del lavoro,  [...]

(AGI) - Roma, 29 nov. - Il Governo non chiuda a miglioramentisul job act. Alla vigilia dell'approdo nell'Aula del Senatodella riforma del lavoro, e' l'appello che lanciano i senatoridella minoranza Pd che al Governo si rivolgono anche perche'assuma impegni precisi su aspetti delicati quali, per esempio,il reintegro del lavoratore licenziato con motivazionieconomiche che si rivelassero palesemente infondate. In unanota i senatori, Erica D'Adda, Federico Fornaro, Maria GraziaGatti, Cecilia Guerra, Patrizia Manassero, Carlo Pegorer eWalter Tocci, scrivono, infatti: "Pur permanendo diversecriticita', e' innegabile che sia al Senato e sia alla Camera,nel lavoro di Commissione, siano stati compiuti passi in avantirispetto al testo originario presentato del Governo sulladelega lavoro. Riteniamo percio' che la terza lettura non possarappresentare una mera formalita' burocratica, ma, alcontrario, il dibattito in aula possa e debba consentire - purnel rispetto di tempi rapidi di approvazione - di megliodefinire gli indirizzi contenuti nella legge delega in vistadella successiva stesura dei decreti delegati". "Ci attendiamo,percio' dal Governo, che si assuma impegni precisi su aspettidelicati quali, per esempio, il reintegro del lavoratorelicenziato con motivazioni economiche che si rivelasseropalesemente infondate - proseguono gli esponenti dellaminoranza Pd - Allo stesso modo chiediamo chiarezza sullerisorse disponibili e spendibili dal 2015 per i nuoviammortizzatori sociali e per il nuovo sistema di politicheattive del lavoro, ponendo fine al balletto di cifre edefinendo anche un cronoprogramma per gli interventi dellariforma, che altrimenti rischia ancora una volta di limitarsiai soli aspetti contrattuali". "Resta,infine, la nostra nettacontrarieta' all'introduzione nel nostro ordinamento non gia'di un 'contratto a tutele crescenti' per favorire l'ingressodei giovani nel mondo del lavoro, ma di quello che nei fattirappresenta una nuova tipologia contrattuale a 'tutele ridotte'per tutta la vita lavorativa del nuovo assunto". "Dunque, se ilGoverno vorra' c'e' ancora tempo, affinche' il Jobs Act non siaunicamente ricordato come la nuova frontiera dello scontro conil sindacato e non finisca per diventare una straordinariaoccasione perduta per ammodernare per davvero il nostro sistemadelle imprese e contribuire sia alla ripresa economica sia aricucire gli strappi nella coesione sociale prodotti da questainterminabile crisi", concludono. .