Lavoro, la riforma sbarca al Senato. Scontro sul Tfr

(AGI) - Roma, 1 ott. - "Pochi giorni": il premier Matteo Renzilo ha fatto sapere ieri, di voler vedere la riforma del lavoroapprovata a tambur battente dal Senato. Oggi e' iniziata ladiscussione, ma se guerra doveva essere, al momento siamo nellapiu' classica 'drole de guerre'. Calma apparente, insomma,mentre nelle fucine si decide se affilare o meno le armi. Il nodo pare essere quello di un emendamento al Jobs Actcon cui il governo recepirebbe le indicazioni emerse dalladirezione nazionale del Pd, l'altro giorno. Quali? Ancora none' chiaro. E il ministro competente, Giuliano Poletti,

(AGI) - Roma, 1 ott. - "Pochi giorni": il premier Matteo Renzilo ha fatto sapere ieri, di voler vedere la riforma del lavoroapprovata a tambur battente dal Senato. Oggi e' iniziata ladiscussione, ma se guerra doveva essere, al momento siamo nellapiu' classica 'drole de guerre'. Calma apparente, insomma,mentre nelle fucine si decide se affilare o meno le armi. Il nodo pare essere quello di un emendamento al Jobs Actcon cui il governo recepirebbe le indicazioni emerse dalladirezione nazionale del Pd, l'altro giorno. Quali? Ancora none' chiaro. E il ministro competente, Giuliano Poletti, prendetempo."Stiamo ancora ragionando su quello che c'e' da fare",dice, "Ascoltiamo la discussione e poi decideremo". Parte della discussione, anche oggi, ha luogo fuori dellesede istituzionali. I sindacati, in altre parole, continuano ilconfronto a distanza con il governo e tra di loro. La Cgil nonha digerito l'ennesimo attacco del premier. Questi l'haaccusata di essere stata assente nei momenti che contavano, eSusanna Camusso ribatte minacciando di fornire l'elenco dellecose fatte. Poi ribadisce che l'articolo 18 dello Statuto deiLavoratori e' un simbolo di liberta' che non invecchia, e chese e' stato applicato poche volte e' buon segno. Non c'e' armacontro l'ingiustizia che funzioni meglio di quella norma chepreviene ancor prima di curare. Anche Anna Maria Furlan, leader in pectore della Cisl,manda un segnale di insoddisfazione, quando definisce Renzi"distratto" nel momento in cui taccia Via Po di aver ignoratole istanze dei precari. Anche la Uil, con Renato Angeletti,avverte: il governo non si illuda. Tutti, poi, poco entusiasti dell'idea di mettere il tfr inbusta paga. Punto, questo, che vede le perplessita' di unaparte del mondo politico in procinto di affrontare il dibattitosulla riforma del lavoro. "Mentre il paese precipita nel baratro della disoccupazionee della recessione, il governo gli da' una spintarella.Togliere il Tfr alle imprese vuol dire metterle in mutande ecostringerle a rivolgersi al credito bancario per finanziarsi",scrive Beppe Grillo sul suo blog. Contro un eventuale "soccorso azzurro" a Renzi, nel caso incui la minoranza Pd faccia ballare il suo segretario-presidentedel Consiglio, si schiera ad esempio il dissenso interno aForza Italia. La vera partita e' proprio questa, le scommessedegli osservatori riguardano la volonta' dei dissidenti dei dueschieramenti di dare battaglia. Lo si capira' in un futuroprossimo. Al momento e' drole de guerre.(AGI).