La mozione di sfiducia contro Lotti: ecco i numeri che 'salvano' il ministro

Contro il ministro dello Sport i voti di M5S, Lega e Sinistra Italiana. Il Pd la boccia e attacca gli scissionisti per la mozione di censura presentata

La mozione di sfiducia contro Lotti: ecco i numeri che 'salvano' il ministro
Sport: Luca Lotti, con Renzi era sottosegretario con delega all'editoria (che manterrebbe) (foto Imagoeconomica)

Animi sereni nel Partito democratico in vista del voto di mercoledì del Senato sulla mozione di sfiducia del Movimento 5 Stelle al ministro dello Sport, Luca Lotti. "I numeri dicono che quella mozione non ha alcuna possibilità di passare", ha sottolineato un esponente di primo piano del Nazareno, "siamo tranquillissimi". E, pallottoliere alla mano, l'ottimismo sembra ben riposto.

Chi voterà la mozione di sfiducia:

Stando a quanto dichiarato, a votare la mozione grillina saranno:

  • Cinque Stelle (43)
  • Lega  (12)
  • Sinistra Italiana (8)
  • cui dovrebbero aggiungersi i voti di alcuni gruppi minori (9 senatori Cor, 11 Gal e altri 9 senatori del Gruppo Misto)

I sì alla sfiducia, quindi, dovrebbero attestarsi intorno agli 80-85 voti.

Chi si opporrà:

Mentre la mozione dovrebbe essere bocciata da almeno 148 voti, che potrebbero salire a 164 considerando i 16 voti dei verdiniani. Sulla carta infatti, su 315 senatori, voteranno contro la mozione di sfiducia dei Cinque Stelle:

  • Partito Democratico (98)
  • Ap (27)
  • 15 senatori delle Autonomie (nel calcolo vengono tenuti fuori i senatori a vita iscritti in questo gruppo)

In totale 140 senatori. A questi, però, secondo i calcoli che fa il Pd al Senato, si vanno ad aggiungere:

  • 3 voti di Gal
  • 5 voti del Gruppo Misto

Dunque, se questi pronostici dovessero essere confermati, e salvo sorprese dell'ultimo minuto e assenze 'strategiche', il ministro Lotti non avrà nulla da temere. Tanto più dopo che Forza Italia, Mdp, e anche i tre senatori dell'Idv hanno già annunciato che non parteciperanno al voto.

La mozione di censura di Mdp:

Ma il voto di domani sembra destinato a non archiviare le polemiche politiche sul caso Consip. Mdp è intervenuta nella vicenda con una propria mozione di censura in cui si denuncia, tra l'altro, "il familismo" sotteso al caso Consip: "Spero che la nostra mozione sia calendarizzata al più presto", ha detto Roberto Speranza. "Non dire sì alla mozione dei grillini non vuol dire che il problema non esiste. C'è ancora un tratto di familismo che ricompare nella storia italiana, questo è un punto su cui non si può fare finta di nulla".

Da parte del Pd, la scelta di Mdp viene vista come un modo per destabilizzare maggioranza e governo. Il presidente della Commissione Congresso, Lorenzo Guerini, incalzato dai cronisti in Transatlantico, si è limitato a dire: "E' un atteggiamento singolare da parte di una forza di maggioranza". 

La relazione tecnica di Lotti:

Lotti nel pomeriggio si limiterà ad una relazione tecnica, saranno il renziano, Andrea Marcucci, e il presidente dei senatori, Luigi Zanda, ad attaccare il Movimento 5 stelle che ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dello Sport. Non ho mai conosciuto Romeo, ribadirà l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che ricorderà all'Aula del Senato di essersi presentato subito di fronte ai giudici per rispondere al coinvolgimento nella vicenda Consip.

Il Pd contro gli scissionisti, è "un attacco al governo":

I numeri non sono a rischio, anche i senatori di Ala dovrebbero votare con il Pd, mentre Forza Italia uscirà dall'emiciclo. Il campo di battaglia vedrà da una parte la Lega e i pentastellati e dall'altra i dem. Ma il gruppo del Pd punterà il dito anche nei confronti degli scissionisti che hanno annunciato la presentazione di una mozione di censura nei confronti di Lotti. I renziani sono pronti ad accusare il Movimento dei democratici e progressisti di voler lanciare un affondo contro il governo, "è chiaro che non si può dire di sì a maggioranze diverse, domani nasce un caso politico", è stato ribadito.

Bersani: "chiediamo il ritiro delle deleghe, non le dimissioni"

Pierluigi Bersani  ha spiegato la ratio della mozione, chiedendo che "in attesa che si proceda con un chiarimento, il governo ritiri le deleghe al ministro Lotti. Non si stan chiedendo le sue dimissioni, il governo vada avanti". "Se con Lotti si va avanti tranquilli - ha poi affermato - bisogna chiedere scusa ai ministri De Girolamo, Guidi, Lupi, Idem che sull'onda di inchiesta giornalistiche si son dimessi. Mi va bene tutto, purché si mantenga la stessa linea per tutti".