Jobs Act: Renzi "rottamati Art. 18 e co. co.pro"; sindacati delusi

(AGI) - Roma, 20 feb. - Matteo Renzi vara i decreti sul jobsact e il ddl su liberalizzazioni e concorrenza e festeggiacosi' un anno di governo. Una "sforbiciata" ai regimicontrattuali, fine dei co.co.pro, uno sconto sulla Rc auto euno stop ai notai per immobili sotto ai 100.000 euro, sonoalcuni dei punti principali varati oggi dal Consiglio deiministri. Ma i provvedimenti sul lavoro non convincono isindacati e vengono bocciati dalla minoranza Pd. Il primo effetto, quello piu' evidente, delle normeapprovate dal governo, "e' che 200mila persone passeranno daicontratti a progetto al tempo

(AGI) - Roma, 20 feb. - Matteo Renzi vara i decreti sul jobsact e il ddl su liberalizzazioni e concorrenza e festeggiacosi' un anno di governo. Una "sforbiciata" ai regimicontrattuali, fine dei co.co.pro, uno sconto sulla Rc auto euno stop ai notai per immobili sotto ai 100.000 euro, sonoalcuni dei punti principali varati oggi dal Consiglio deiministri. Ma i provvedimenti sul lavoro non convincono isindacati e vengono bocciati dalla minoranza Pd. Il primo effetto, quello piu' evidente, delle normeapprovate dal governo, "e' che 200mila persone passeranno daicontratti a progetto al tempo indeterminato". La giornata dioggi, pero', e' "storica" piu' di quanto le cifre possanoraccontare, spiega il premier: "Per la prima volta c'e'una generazione che vede riconosciuto il proprio diritto adavere delle tutele maggiori, che per la prima volta vede unabattaglia al precariato e non ai precari", sottolinea Renzi:"Una generazione vede finalmente riconosciuto il suo diritto atutele maggiori e ad avere nel proprio vocabolario parole comemutuo, ferie, buonuscita". Una giornata che inizia con untweet, di prima mattina, in cui il rottamatore annuncia che,con il Jobs Act, "rottama co.co.co. e co.co.pro. vari e scrostale rendite di posizione dei soliti noti". Infine il consigliodei ministri vero e proprio, con i provvedimenti su lavoro, maanche sulle liberalizzazioni e le partite 'delicate' difarmacie e assicurazioni. Certo, nel Jobs Act, "i licenziamenti collettivi rimangonocon lo stesso dettato con cui sono usciti dal Cdm", ma Renzipreferisce guardare, non tanto ai licenziamenti quanto "alleassunzioni collettive previste dai decreti attuativi". A questosi aggiungano gli sgravi sull'Irap per chi fa assunzioni pertre anni, la modifica del sistema di tutele crescenti delcontratto a tempo indeterminato. Il messaggio che l'esecutivovuol inviare agli imprenditori e' "ora o mai piu'" per leassunzioni, "gli alibi sono finiti". L'altra partita del Cdm di oggi ha riguardato leliberalizzazioni, la concorrenza. Un ddl, chiarisce il premier,che serve ad "attaccare alcune rendite di posizione". Un'altrasforbiciata per ridurre il gap "tra chi gode di una rendita echi non ce l'ha, ma anche perche' tentiamo di eliminare normedi troppo", aggiunge. "Un provvedimento a lungo atteso", spiegail ministro allo Sviluppo Economico, Federica Guidi. Una normache "cammina su due gambe. Il calo delle tariffe e dei prezzi,per i consumatori; l'apertura di nuove fette di mercato per gliimprenditori". Nel dettaglio, sulle farmacie, spiega Guidi, "cisembrava moderno togliere il vincolo oggi esistente dellequattro licenze, abbiamo eliminato questo tetto. Perirrobustire, anche dal punto di vista patrimoniale, le farmacieabbiamo inserito la possibilita' di avere societa' dicapitale". Rimane la presenza del farmacista nel punto divendita e la modalita' di distribuzione dei farmaci di fasciaC. Per quello che riguarda le assicurazioni, via libera aglisconti da parte delle compagnie laddove l'assicurato accetti difare ricorso a strumenti quali la scatola nera a bordo e ilcontrollo preventivo del veicolo. Via libera alla portabilita'dei fondi pensione e stop al ricorso al notaio per letransazioni al di sotto dei 100 mila euro. Ma il capitolo Jobs act non convince ne' i sindacati ne' laminoranza Pd. Susanna Camusso e' tranchant: l'unico "asse"dello Jobs Act e' "l'avere reso legittimi i licenziamentiillegittimi" laddove "dal punto di vista del tanto annunciatointervento sull'abolizione del precariato non c'e' nulla diparticolare da segnalare". Insomma: "Potevano stupirci coneffetti speciali e non l'hanno fatto". Annamaria Furlan e'appena piu' cauta ma afferma: "E' un primo intervento soloparziale. Avremmo voluto un atteggiamento piu' coraggioso delGoverno sulla effettiva abolizione delle forme di precarieta'dei giovani". "E' chiaro che bisognera' leggere attentamente itesti prima di dare un giudizio completo sui provvedimenti delGoverno. Ma l'esultanza del presidente del Consiglio e'assolutamente ingiustificata perche' con queste norme cambiera'poco e niente". E per la Uil Carmelo Barbagallo taglia corto:"Quello che il governo ha fatto in materia di lavoro non vanella direzione giusta. Bisognava eliminare tutti i contrattidi precarieta'. Invece, sono rimasti quelli a tempo determinatoa 36 mesi senza causale e hanno esteso la possibilita' diricorrere ai voucher". La minoranza Pd attacca a testa bassa. Guglielmo Epifanicritica metodo e merito. "Nel testo approvato dal Parlamento, non si parlava di licenziamenti collettivi. Il Governo neidecreti li ha invece inclusi. Le due commissioni parlamentaridi Camera e Senato hanno chiesto di toglierli, invece ilGoverno oggi li ha confermati. Non c'e' niente da dire: unascelta grave nel metodo, inaccettabile nella sostanza". EStefano Fassina usa l'arma dell'ironia: "Oggi giorno atteso daanni... dalla Troika. Contratti precari restano e licenziamentosenza limiti. Ora anche Sacconi nel Pd". In effetti da Ncd eScelta civica giungono lodi ai provvedimenti. Un plauso ancheda Confindustria, che definisce i testi del governo "positivi,soprattutto perche' confermano concretamente la volonta' delGoverno di far cambiare passo al Paese. La direzione e' quellagiusta". Critica invece la Coop sulla decisione di stralciarela norma sulla liberalizzazione della vendita dei medicinali difascia: "un'occasione persa per i cittadini italiani". .