Il Jobs Act prevede il reintegro "Ma per licenziamenti disciplinari"

(AGI) - Roma- "La determinazione del governo e delpresidente del Consiglio ad andare avanti e' assolutamenteferrea". Pier Carlo Padoan fissa i paletti per

Il Jobs Act prevede il reintegro  "Ma per licenziamenti disciplinari"

(AGI) - Roma, 18 nov. - "La determinazione del governo e delpresidente del Consiglio ad andare avanti e' assolutamenteferrea". Pier Carlo Padoan fissa i paletti per Palazzo Chigisul Jobs Act e dalla maggioranza e' Angelino Alfano a segnalareche "siamo vicinissimi a un accordo con il Pd sul lavoro". Dopo un confronto, a tratti anche aspro, nella maggioranza,con l'Ncd a denunciare l'accordo trovato nel Pd, sembraavviarsi a conclusione positiva la gestazione della riforma delmercato del lavoro.

Cosi', ecco il leader Ncd a spiegare diaver sentito telefonicamente, nella notte, Sacconi e a dirsifiducioso "che ci siamo". E che quello del governo "sara' unbuon emendamento" che "conferma l'intesa raggiunta fra venerdi'e sabato" lo anticipa anche lo stesso capogruppo Ncd a PalazzoMadama.

Cosa comprende: ci sara' soltanto un indennizzo economicoper i lavoratori licenziati ingiustamente per motivi economici,crescente con l'anzianita' di servizio; reintegro invece perspecifici casi di licenziamento disciplinare ingiustificato;termini certi per l'impugnazione del licenziamento. Larevisione della disciplina sui controlli a distanza previstadal disegno di legge delega di riforma del lavoro e degliammortizzatori sociali sara' limitata ai controlli "sugliimpianti e sugli strumenti di lavoro". L'emendamento,depositato in commissione Lavoro alla Camera, taglia i tempi dientrata in vigore della legge delega e dei decreti delegati. Laproposta di modifica, che sara' votata domani per concedere deltempo per presentare i sub-emendamenti, prevede infatti che lalegge delega e i relativi decreti attuativi entrino in vigoreil giorno dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e non 15giorni dopo come di norma. Resta l'eventuale tema della fiducia, e qui e'Giuliano Poletti a ricordare che "come abbiamo sempre ribadito,e' legato ai tempi di approvazione" del provvedimento stesso.

"Il calendario dei lavori della Camera - ha ricordato ilministro - prevede che il 26 novembre si concluda ladiscussione. Se le modalita', i tempi di lavoro, il numerodegli emendamenti, le tecniche parlamentari porranno ilproblema di come chiudere il 26, a quel punto si valuteranno lecose da fare, ma per noi - ha ribadito - l'elementofondamentale e' far partire, all'inizio dell'anno, il contrattoa tempo indeterminato a tutele crescenti, in modo che possanoessere utilizzate le risorse messe nella legge di Stabilita',destinate a fare in modo - conclude Poletti - che in Italiacresca il numero dei contratti a tempo indeterminato". (AGI)