L'Hotel House di Porto Recanati che non è un hotel e che Salvini vuole abbattere

Negli anni è stato al centro di innumerevoli polemiche. Lo scorso giugno furono ritrovati i resti ossei di una quindicenne

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Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha fatto visita all’Hotel House di Porto Recanati, una struttura di 17 piani composta da 480 appartamenti e abitata, per il 90%, da stranieri. Il video inizia con Salvini colpito dall'edificio che invoca le ruspe: “Questo edificio va abbattuto, ci vogliono le ruspe” ha detto il leader della Lega al prefetto di Macerata, Iolanda Rolli, al questore Antonio Pignataro e al comandante dei carabinieri Michele Roberti.

A fine giugno, nell’edificio erano state ritrovate le ossa di una quindicenne scomparsa nel 2010, scrive Il Fatto Quotidiano. Si trattava di Camey Mossamet, una ragazza bengalese scomparsa ad Ancona il 29 maggio 2010. L'ipotesi cui avevano cominciato a lavorare gli inquirenti guidati dal procuratore Giovanni Giorgio era che la ragazza, arrivata da Ancona alla stazione ferroviaria di Porto Recanati, fosse andata all'Hotel House e lì sia stata uccisa. Già al momento della scomparsa della ragazzina le piste seguite dagli investigatori avevano portato proprio all'immobile. I resti furono ritrovati nei pressi di quello che fu ribattezzato il pozzo degli orrori. 

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Nel corso degli anni l’Hotel House è stato al centro di polemiche per il degrado e la scarsa sicurezza.

Secondo fonti del Viminale, l’Hotel House di Porto Recanati è un complesso residenziale costruito nel 1967: era stato presentato come esempio di edilizia a uso turistico residenziale nella Riviera Adriatica. 17 piani, 480 appartamenti. Col passare del tempo ha però perso valore e ha attirato molti lavoratori extracomunitari, soprattutto maghrebini e centroafricani, seguiti da asiatici. Ora la situazione è fuori controllo, sostiene ministero: in tre appartamenti è stata realizzata una moschea e più di 80 alloggi sono pignorati. Ora ci sono 1.711 residenti ufficiali.
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Dal primo gennaio 2018, avvalendosi anche di monitoraggio aereo e di unità cinofile anche antidroga, le Forze dell’ordine hanno eseguito ben 295 interventi operativi, alcuni dei quali ripetuti nella stessa giornata e a orari diversificati, procedendo all’identificazione di 2.557 soggetti, residenti all’interno dell’Hotel House o comunque presenti nell’area.
 
Continue e pressanti le perquisizioni domiciliari, sulle auto e personali. Fin dal 2017, la Guardia di Finanza ha controllato i flussi finanziari relativi ai cinque operatori money-transfer presenti nel complesso, identificando oltre 2.300 cittadini di provenienza non europea, che hanno movimentato verso paesi esteri circa 5 milioni di euro (di cui l’80% verso Senegal, Pakistan e Bangladesh).


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