Cosa c'è nella bozza della manovra varata a tarda notte dal governo

"La priorità del governo è la lotta all'evasione", dice Conte. Oltre al tetto sul contante, resta da sciogliere anche il nodo della stretta sul carcere agli evasori 

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Vittorio La Verde / AGF
Palazzo Chigi

Quasi cinque ore di riunione non bastano a sciogliere i nodi ancora aperti e ricomporre le divisioni interne alla maggioranza di governo sulle misure anti evasione, fortemente volute dal premier Giuseppe Conte, che incassa la sponda del titolare dell'Economia, Roberto Gualtieri (e dei dem).

Ma i fronti aperti da renziani e pentastellati sul tetto al contante (norma su cui si starebbe ragionando per raggiungere una intesa, riferiscono fonti governative) e la stretta sul carcere per i grandi evasori, così come sull'inasprimento delle multe per i commercianti che rifiutano i pagamenti con bancomat, frenano l'intesa e - almeno per il momento - il via libera della manovra e del decreto fiscale. 

Iniziato con circa due ore di ritardo, il Consiglio dei ministri convocato per esaminare il Documento programmatico di bilancio da inviare all'Ue, va avanti ad oltranza a notte fonda. Raggiunta la quadra su Quota 100, su cui Italia viva aveva fatto muro per poi 'cedere', il governo riesce a raggiungere un accordo anche su un altro tema oggetto di scontro: il taglio del cuneo fiscale sarà destinato esclusivamente ai lavoratori e non anche alle imprese, come invece chiedevano i 5 stelle.

Ma che le distanze fossero ancora lontane dall'essere colmate si era capito già nel tardo pomeriggio, quando la convocazione ufficiale del Consiglio dei ministri riporta all'ordine del giorno solo l'esame del Dpb. Ma ha prevalso l'asse Conte-Gualtieri per chiudere l'intero pacchetto delle misure cardine della manovra e del decreto.

Per il premier, infatti, la lotta all'evasione deve essere la priorità assoluta. Non a caso, a Cdm in corso, Conte scrive sui social: "Lotteremo contro l'evasione fiscale come mai fatto prima. Non posso accettare che gli italiani onesti paghino piu' tasse per colpa di coloro che non le pagano affatto. E fino a quando ci sarò io, questa sarà una priorità assoluta dell'azione di Governo".

Un messaggio chiaro alle forze politiche che sostengono l'esecutivo. In particolare, a chi, come i pentastellati, sono critici sull'abbassamento del tetto al contante da 3.000 a 1.000 - sul quale però c'è il pressing del presidente del Consiglio - e sull'inasprimento delle sanzioni ai commercianti che non accettano i pagamenti con carta.

Ma anche ai renziani, scettici sulla riduzione del tetto. Norma sulla quale non sarebbe lontana un'intesa di massima, ma che - se dovessero persistere le resistenze - potrebbe, secondo alcune fonti, anche subire delle modifiche. Infine, quanto alla stretta sul carcere per gli evasori, la misura potrebbe essere inserita in un provvedimento ad hoc.



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