Ecco il governo Gentiloni con 12 conferme e 5 novità

Confermati molti ministri 'pesanti', all'Interno arriva Minniti mentre Alfano approda alla Farnesina - VIDEO

Ecco il governo Gentiloni con 12 conferme e 5 novità
 Gentiloni premier ministri nuovo governo (afp)

Roma - Cinque novità ma anche molti ministri 'pesanti' confermati: ecco la nuova squadra del premier Paolo Gentiloni, che ha giurato al Quirinale. Il nuovo esecutivo si presenterà martedì alla Camera per il voto di fiducia mentre a Palazzo Chigi - dopo il rito della campanella che perfeziona il passaggio di consegne - si è già svolto il primo Consiglio dei ministri.  

Rispetto all'esecutivo guidato da Matteo Renzi non mancano i 'colpi di scena': Angelino Alfano, ex ministro dell'Interno, approda in Farnesina mentre al Viminale arriva Marco Minniti. Nuova ministra per i rapporti con il Parlamento e' la dem Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, che sostituisce Maria Elena Boschi, scelta come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Cambio anche al ministero dell'Istruzione: la senatrice Pd Valeria Fedeli prende il posto di Stefania Giannini (in questo modo Scelta Civica non ha piu' rappresentanti nella compagine di governo). Claudio De Vincenti da sottosegretario diventa ministro della Coesione territoriale e del mezzogiorno. Luca Lotti diventa ministro allo Sport anche se mantiene le deleghe all'editoria e al Cipe.

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Sono invece confermati con lo stesso incarico: Marianna Madia resta ministra per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione; Andrea Orlando ministro della Giustizia; Roberta Pinotti ministra della Difesa; Pier Carlo Padoan confermato ministro dell'Economia; Carlo Calenda rimane ministro dello Sviluppo economico; Maurizio Martina alle Politiche agricole, Enrico Costa rimane agli Affari regionali; Gianluca Galletti resta ministro dell'Ambiente; Graziano Delrio confermato ministro delle Infrastrutture e trasporti; Giuliano Poletti ministro del Lavoro; Dario Franceschini ai Beni culturali; Beatrice Lorenzin alla salute. 

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  • Governo Gentiloni, ecco tutti i volti

    12 dicembre 2016, 18:17
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Ecco tutti i ministri:

- Esteri - Angelino Alfano 

Il più giovane Guardasigilli approda alla Farnesina: E' stato il più giovane ministro di Giustizia della storia della Repubblica Italiana. Era il 2008 quando accettò l'incarico di Guardasigilli nel Governo Berlusconi. I suoi primi passi in politica li muove nelle file dei giovani della Democrazia cristiana. Laureato in giurisprudenza all'Università Cattolica di Milano, nel 1994 aderisce a Forza Italia, che vince le elezioni politiche nello stesso anno. Nel 2001 entra nella Camera dei deputati. Tra i suoi provvedimenti più noti il «lodo Alfano», la legge che prevede la sospensione dei processi a carico delle più alte cariche dello stato, durante il loro mandato. Nel 2011 diventa segretario del Popolo delle Libertà per volere di Silvio Berlusconi. E ricopre ancora quella carica quando ad aprile 2013 viene nominato ministro dell'Interno del governo Letta. Il primo vero governo di grande coalizione della storia della Repubblica italiana. A febbraio 2014 entra nel governo Renzi dopo le dimissioni di Enrico Letta e mantiene la carica di ministro dell'Interno come capo del suo nuovo partito, l'NCD nato dalla scissione del PdL.  

- Interno - Marco Minniti 

Dall'intelligence al Viminale: Sottosegretario con delega ai servizi segreti dei governi D'Alema, Letta e Renzi, è nato a Reggio Calabria il 6 giugno 1965. Si laurea in filosofia e inizia la carriera politica nella sua terra d'origine: nel '92 diventa segretario del Pds calabrese. Con la nascita dei Democratici di sinistra, nel febbraio del 1998, assume l'incarico di segretario organizzativo. Sposato, due figlie, la prima esperienza a palazzo Chigi risale al '98 quando, non ancora parlamentare, viene scelto da D'Alema (al quale lo lega una soldia amicizia) come sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, incarico confermato anche con il D'Alema II (con in più la delega all'intelligence). Nel dicembre 2009 dà vita con Francesco Cossiga alla fondazione Icsa (Intelligence culture and strategic analysis) con focus sul fenomeno del terrorismo internazionale di matrice jihadista. Nell'estate 2012 Bersani lo vuole come responsabile per la verifica dell'attuazione del programma del governo Monti. Alle politiche del 2013 Minniti si candida e viene eletto al Senato come capolista del Pd in Calabria. 

- Giustizia - Andrea Orlando 

Obiettivo riforma penale: Il processo civile telematico, la riapetura dei concorsi per i cancellieri, le misure sulla detenzione per alleggerire il sovraffollamento carcerario. Sono alcuni dei risultati raggiunti da Andrea Orlando al ministero della Giustizia, nei mille giorni del governo Renzi. Confermato guardasigilli, avrà davanti l'impegno di completare la riforma del processo penale che si è arenata al Senato. Con Orlando si sono allentate le tensioni tra politica e magistratura. E' stato con lui, nel 2014, che il dicastero di via Arenula è tornato a un esponente politico dopo gli anni di gestione da parte di ministri tecnici, Paola Severino prima e Annamaria Cancellieri poi. Classe 69, nato a La Spezia, comincia l'attività politica giovanissimo nelle fila della Federazione giovanile comunista italiana. E' alla sua terza legislatura, eletto per la prima volta nel 2006 per L'Ulivo. Dopo il congresso del 2007 aderisce al PD. Il 28 aprile 2013 viene nominato Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare del Governo Letta. 

- Difesa - Roberta Pinotti

Il 'libro bianco' per una nuova Difesa: Nata il 20 maggio 1961 a Genova, laureata in lettere e insegnante di scuole superiori, Roberta Pinotti è senatrice del Partito democratico. E' sposata e madre di due figlie. Sostenitrice fin dal suo nascere dell'avventura politica dell'Ulivo, entra in Parlamento nel maggio 2001, eletta alla Camera dei Deputati. Rieletta nelle liste dell'Ulivo nell'aprile 2006, diventa presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, prima donna italiana a ricoprire un ruolo fin lì ritenuto monopolio maschile. Nel Partito democratico, è prima responsabile nazionale per la sicurezza, poi 'ministro ombra' della Difesa, infine capo del Dipartimento Difesa. Rieletta in Senato nel 2008, viene eletta nel 2010 vicepresidente della Commissione Difesa del Senato. In tale veste si fa promotrice di molteplici atti parlamentari - tra cui la riforma del codice penale militare e la messa al bando delle bombe a grappolo. Dal 3 maggio 2013 assume la carica di sottosegretario alla Difesa, per diventare poi ministro. Durante il suo mandato ha lanciato il 'libro bianco' sulla Difesa: una riorganizzazione complessiva dell'apparato delle forze armate, in una logica di contenimento delle spese senza depotenziare le capacitaà operative. 

- Economia - Pier Carlo Padoan 

L'economista col pallino della storia: E' una delle conferme più pesanti vista l'importanza del dicastero. Romano ma di padre torinese, adolescenza in Canada, è stato un apprezzato economista e docente universitario. Nominato presidente dell'Istat nel 2013, è anche un grande tifoso della Roma e appassionato di letture storiche. Il suo lavoro lo ha portato a girare il mondo con incarichi di prestigio al Fondo Monetario Internazionale e di consulenza alla Banca mondiale, alla Commissione europea e alla Bce. Dal 2007 fino all'incarico con il governo Renzi e' stato vicesegretario generale dell'Ocse a Parigi e dal 2009 e' stato nominato anche capo economista. 

- Sviluppo Economico - Carlo Calenda 

Il 'padre' del Piano Industria 4.0: E' figlio dell'economista Fabio Calenda e della regista Cristina Comencini. Quarantatre anni, laureato in giurisprudenza, comincia a lavorare per società finanziarie subito dopo la laurea. Ma la svolta arriva nel 1998 quando approda in Ferrari come responsabile della gestione con i clienti e con le istituzioni finanziarie. Muove i primi passi in politica nelle file di Scelta Civica nel 2013 per poi passare al PD nel 2015. Dal 2013 al 2016 è viceministro allo Sviluppo economico. A maggio del 2016 assume il dicastero del MISE. Porta la sua firma il Piano Industria 4.0, uno dei pilastri dell'ultima Legge di Bilancio. 

- Agricoltura - Maurizio Martina 

L'uomo dell'Expo: Bergamasco, 37 anni, al Mipaaf era arrivato da sottosegretario nel governo Letta. Segretario regionale del Pd lombardo, dall'aprile 2007 al febbraio 2009, vicino a Dario Franceschini, che nel 2009 lo nomina responsabile nazionale Agricoltura nella segreteria del Pd. Consigliere regionale in Lombardia, nel maggio 2013 si dimette quando Enrico Letta lo chiama al governo come sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali, assegnandogli anche la delega del Consiglio dei ministri per occuparsi di Expo 2015. Assieme al commissario unico Giuseppe Sala, si è occupato, con maggior peso una volta diventato ministro, dell'esposizione universale centrata sul cibo, e ne ha fatto una vetrina globale della produzione agroalimentare italiana.

- Ambiente - Gian Luigi Galletti 

Impegno sul clima: Nato a Bologna il 15 luglio 1961, Galletti nel governo Letta ricopriva il ruolo di sottosegretario al ministero dell'Istruzione. Si candida alle Elezioni regionali 2010 come Governatore della regione Emilia-Romagna per l'Udc, ottenendo il 4,2%. Dal 21 marzo 2012 è vicepresidente dell'Udc alla Camera. Il 26 aprile seguente viene eletto per acclamazione nuovo capogruppo dell'Udc alla Camera dei deputati subentrando al leader del partito Pier Ferdinando Casini.

Sposato e padre di 4 figli, è laureato in Scienze economiche e commerciali, e ha esercitato a Bologna la professione di commercialista. Da ministro, durante la presidenza italiana della Ue nel 2014 ha condotto a buon fine la modifica della normativa europea sugli organismi geneticamente modificati (ogm), e ha partecipato ai negoziati sui cambiamenti climatici culminati nel dicembre 2015 a Parigi con l'accordo daggiunto dai 196 partecipanti alla Cop 21.

- Lavoro - Giuliano Poletti

Dalla cooperazione al Jobs Act: Poletti proviene dalla società civile ed è stato Presidente nazionale della Lega Coop dal 2002 al 2014. Nato nel 1951 a Imola, perito agrario,  è stato consigliere comunale e poi assessore alle attività produttive della sua città natale, consigliere provinciale a Bologna. Nel governo Renzi, il suo nome è legato alla riforma del mercato del lavoro e al progetto Garanzia Giovani. Fin dal suo insediamento, ha sempre sostenuto che andavano corrette le storture della legge Fornero e introdotta una giusta dose di flessibilità: il risultato è stata l'Ape e l'Ape social. Ciò di cui va più orgoglioso è forse però il disegno di legge sulla riforma del terzo settore e le misure di contrasto alla povertà, con l'istituzione nella legge di stabilità di un fondo strutturale.

- Istruzione - Valeria Fedeli 

Dalla Cgil all'Istruzione: Attuale vicepresidente del Senato, è nata a Treviglio (Bg) il 29 luglio 1949. Finite le scuole si è trasferita a Milano per conseguire il diploma di laurea in Scienze Sociali, presso Unsas. In quegli anni incontra il movimento studentesco, il femminismo e poi la Cgil. Inizia l'attività sindacale nel consiglio dei delegati del comune di Milano, in rappresentanza delle insegnanti di scuola materna. Alla fine degli anni '70 il primo incarico in Cgil, nella categoria che organizzava i dipendenti degli enti locali e della sanità, sempre a Milano. Poi dal 1982 si trasferisce a Roma per assumere incarichi nelle segreterie prima del pubblico impiego e poi del tessile. E' stata segretario generale della Filtea, la categoria tessile della Cgil, dal 2000 al 2010

- Beni Culturali - Dario Franceschini 

Il ministro-scrittore: Nasce a Ferrara il 19 ottobre 1958. Figlio di Giorgio, partigiano "bianco" e deputato Dc dal 1953 al 1958, si laurea in Giurisprudenza all'Università di Ferrara con una tesi in Storia delle Dottrine e delle Istituzioni politiche e inizia ad esercitare la libera professione come avvocato civilista. Si iscrive alla Dc dopo l'elezione di Benigno Zaccagnini. In seguito alle scissioni interne al Ppi e all'adesione dello stesso all'Ulivo, rientra nel partito e, dal '97 al '99, ne è vicesegretario nazionale: al congresso nazionale si candida a segretario ma viene sconfitto da Pierluigi Castagnetti. Entra nel secondo governo D'Alema come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali, riconfermato poi dal successivo governo Amato. Alle politiche del 2001 viene eletto deputato nel collegio maggioritario di Ferrara. Tra i fondatori della Margherita, con la nascita del Pd il 14 ottobre 2007 e l'ascesa alla segreteria di Walter Veltroni, diventa vicesegretario nazionale del nuovo partito: rieletto deputato nel 2008, l'anno successivo dopo le dimissioni di Veltroni diventa segretario del Partito democratico con 1047 preferenze. Alle primarie del Pd del 2009 Franceschini ottiene il 34% dei consensi, superato da Bersani che diventa il nuovo segretario. Dal 28 aprile 2013 è ministro per i Rapporti con il Parlamento nell'esecutivo guidato da Enrico Letta, poi ottiene il dicastero dei Beni Culturali con Renzi. Franceschini, padre di due figlie, e' anche scrittore: il primo romanzo "Nelle vene quell'acqua d'argento" e' del 2006, vincitore in Francia del Premier Roman di Chambery e, in Italia, del Premio Bacchelli

- Infrastrutture e Trasporti - Graziano Delrio 

Cura del ferro contro lo smog: Arrivato al dicastero sotto il governo Renzi il 2 aprile 2015, dopo le dimissioni di Murizio Lupi, è stato fino all'aprile del 2015 Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e segretario del Consiglio dei Ministri, con delega alla Coesione Territoriale e allo Sport.
La sua strategia principale contro lo smog è la cosiddetta "cura del ferro". Un trasporto pubblico locale efficiente in alternativa alle auto, trasporto merci su ferrovia e mare sottraendolo alle strade e piste ciclabili. Delrio è stato ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, con delega allo Sport nel Governo Letta. Nato a Reggio Emilia nel 1960., medico ricercatore all'Università di Modena e Reggio Emilia, si è specializzato in Endocrinologia, con studi di perfezionamento in Gran Bretagna e Israele. E' in politica dalla fine degli anni Novanta: nel 2004 e poi nel 2009 è stato eletto sindaco di Reggio Emilia. E' stato presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani dall'ottobre 2011 all'aprile 2013. 

- Salute - Beatrice Lorenzin 

Dalla militanza a numero uno della salute: Esponente del "fronte dei quarantenni" (ne ha compiuti 45 a ottobre), determinata, una carriera in crescendo partita da un municipio di Roma: Beatrice Lorenzin è ministro della Salute dal 27 aprile 2013, ed è l'unica ad aver ricoperto lo stesso ruolo dal governo Letta a oggi. Classe 1971, inizia il suo avvicinamento alla politica aderendo al movimento giovanile di Forza Italia nel Lazio nel 1996. Dopo aver ricoperto varie cariche al comune di Roma, nel 2013 è inizialmente candidata alla presidenza della Regione Lazio, ma lascia in seguito il posto a Francesco Storace. Da ministro della Salute, prima in quota Pdl poi nel Nuovo Centrodestra di cui è uno degli esponenti di punta, ha dovuto affrontare la complicata vicenda Stamina, finendo anche nel mirino delle associazioni dei pazienti vicini a Davide Vannoni: ha nominato il comitato scientifico chiamato a verificare la fattibilità della sperimentazione. Lorenzin è riuscita quest'anno a confermare, contro i pronostici, l'aumento di due miliardi del fondo sanitario nazionale. Tra le partite affrontate in questi due anni anche il caso dell'epidemia di Ebola, il via libera alla produzione di cannabis terapeutica, il sì alla fecondazione eterologa dopo la sentenza della Consulta. Suo lo scivolone clamoroso del Fertility day, la campagna di comunicazione nata male e finita peggio.

- Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Maria Elena Boschi 

La madrina delle riforme: Nata a Montevarchi, in provincia di Arezzo, nel 1981, laurea in Giurisprudenza e avvocato civilista, è prima conduttrice e poi organizzatrice della Leopolda e aderisce alla corrente dei 'rottamatori' dell'allora sindaco di Firenze, Matteo Renzi. Eletta alla Camera dei Deputati nel 2013 nella circoscrizione Toscana, da ministro per le Riforme e i Rapporti col Parlamento nell'esecutivo Renzi è stata la madrina della riforma costituzionale bocciata col referendum del 4 dicembre. 

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO:

- Rapporti con il Parlamento - Anna Finocchiaro  

Siciliana doc e magistrato: E' nominata per la seconda volta ministro della Repubblica, subentrando a Maria Elena Boschi come titolare del dicastero dei Rapporti con il Parlamento. Durante la legislatura in corso - alla guida della commissione Affari costituzionali del Senato - è tra le protagoniste della lunga fase parlamentare delle riforme. E' stata ministro per le Pari opportunità durante il Governo Prodi nella scorsa legislatura, dal 2008 al 19 marzo 2013, è stata capogruppo al Senato del Partito Democratico. Nata a Modica il 31 marzo 1955, Finocchiaro si laurea in giurisprudenza. Pretore a Leonforte dal 1982 al 1985, è sostituto procuratore nel tribunale di Catania fino al 1987, anno in cui viene eletta deputato nelle file del Partito Comunista Italiano e inizia la sua carriera politica. Come ministro per le Pari opportunità propone nel 1997 un provvedimento per evitare alle donne incinte e alle madri con figli minori di 10 anni la pena detentiva all'interno delle prigioni. E' sposata con Melchiorre Fidelbo.

- Semplificazione e P.A. - Marianna Madia 

Statali e riforma P.A. le grandi sfide: Dopo la bocciatura parziale da parte della Consulta della riforma della Pubblica Amministrazione che porta il suo nome, il ministro ha davanti diverse sfide a partire dal completamento dell'accordo politico raggiunto per il rinnovo del contratto degli statali. 
Madia, a seguito delle dimissioni di Renzi, non ha ancora potuto completare il percorso inviando l'atto di indirizzo all'Aran per la realizzazione concreta dei rinnovi. Come resta il nodo delle risorse per il 2018 che non si sono potute inserire nella manovra, con il passaggio lampo della legge di bilancio in Senato. Nata nel 1980 a Roma, dove vive, è sposata e madre di due figli. 

- Affari regionali - Enrico Costa 

Avvocato e figlio d'arte: Avvocato, classe 1969, Costa è figlio d'arte: il padre è l'ex ministro Raffaele, storico leader del Partito Liberale poi passato ad appoggiare Forza Italia negli anni '90. E da Forza Italia viene anche Enrico, eletto nel 2004 consigliere comunale a Isasca e l'anno dopo consigliere regionale del Piemonte. Diventa deputato di FI nel 2006. Rieletto nel 2008 nelle liste del Pdl, è capogruppo in Commissione Giustizia alla Camera e membro della Giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio e della Commissione Affari Costituzionali. Il 18 novembre 2013, con la sospensione delle attivita' del Popolo della Libertà, aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano, venendo eletto capogruppo alla Camera e coordinatore regionale del partito in Piemonte. Il 28 febbraio 2014 diviene viceministro alla Giustizia nel governo Renzi

- Coesione territoriale e mezzogiorno - Claudio De Vincenti 

Un economista per il rilancio del sud: Nominato sottosegretario allo Sviluppo Economico il 28 febbraio 2014 e il 25 giugno 2014 vice ministro, dal 10 aprile 2015 è stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con le funzioni di Segretario del Consiglio dei Ministri, con il governo Renzi. Ha ricoperto la carica di Sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico da novembre 2011 a febbraio 2014. Nato a Roma nel 1948, è un economista e docente universitario

- Sport - Luca Lotti 

Un renziano allo Sport: Sottosegretario con delega all'editoria nel Governo Renzi e segretario del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), Lotti ha 34 anni ed è originario di Empoli. Uomo di stretta fiducia di Renzi, in qualità di responsabile nazionale dell'organizzazione e coordinatore nazionale della segreteria è stato in questi mille giorni una sorta di 'globetrotter' nelle citta' italiane dove c'era da affrontare crisi in seno al Pd.