Gli 80 anni di Berlusconi, "dedicherò più tempo ai miei cari"

"Mai sbagliato un colpo, ma quanto tempo perso"

Gli 80 anni di Berlusconi, "dedicherò più tempo ai miei cari"
Silvio Berlusconi 

Roma - "Sto guardando in modo ancora incerto a quello che puo' essere il mio futuro". Lo confessa Silvio Berlusconi ad Alfonso Signorini nell'intervista a Chi in cui, per la prima volta, l'ex premier parla della malattia che lo ha costretto a un delicato intervento al cuore nel giugno scorso. "Nella mia vita non ho mai pensato all'eta'. Al contrario, ho sempre vissuto come se avessi quarant'anni, perche' cosi' mi sentivo: pieno di curiosita', di voglia di fare. Poi, improvvisa, e' arrivata la malattia. E con l'operazione che ho subito e' arrivata forte la consapevolezza che sono un uomo di ottant'anni", sono ancora le parole dell'ex premier.

"Nessuna festa di compleanno. Faro' solo una cena con i miei cinque figli. E ho pregato tutti quanti di non farmi nessun regalo. Se proprio vogliono, facciano beneficenza". Lo dice Silvio Berlusconi, in un'intervista esclusiva a Chi, in occasione del suo 80esimo compleanno. "La cosa che ho realizzato, forse la piu' importante, e' che passero' piu' tempo con i miei figli e i miei nipoti. Dedichero' piu' tempo - afferma ancora - alle persone a cui voglio bene. Come ho fatto questa estate. Ed e' giusto cosi': cinque figli e dieci nipoti fanno un patriarca. E io questo mi sento". 

"La politica non mi ha mai appassionato. Mi ha fatto solo spendere un sacco di tempo e di energie". Parola di Silvio Berlusconi che parla del suo rapporto con la politica nella "eccezionale intervista ad Alfonso Signorini, l'unica - si legge nell'anticipazione di Chi.
"Se sono sceso in campo e' solo per impedire l'ascesa dei comunisti al potere, visto che Tangentopoli aveva praticamente cancellato la storia e i protagonisti di tutti e cinque i partiti democratici che ci avevano governato per cinquant'anni. Non esistevano altre alternative", ribadisce l'ex premier. "So solo - rivendica - che tanto in politica estera quanto in politica interna non ho mai sbagliato un colpo. E non sono caduto per colpa mia".
"Pensandoci bene - dice tra l'altro - non mi viene in mente neppure un nome di un vero amico in politica. Ma non sono tipo da portare rancore: chi ha tradito non ha tradito me, ma gli elettori che l'avevano portato in Parlamento". (AGI)