Giorgia Meloni è irritata con Matteo Salvini

"L’idea bipartisan di Salvini? Proposta incomprensibile e prima doveva parlarcene". Meloni: non capisco perché il Carroccio tratta sul proporzionale

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“È una proposta incomprensibile. Che peraltro Salvini ha fatto a Pd e M5s prima di sottoporla a noi, i suoi alleati. Mi sembra un modo alquanto strano di tenere i rapporti nella propria coalizione”. In un’intervista al Corriere della Sera.

La presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, va a testa bassa contro l’alleato di coalizione Matteo Salvini e dice di non essere intanto d’accordo “sul merito”. “Si vuole andare al governo insieme – si chiede – o si vogliono scrivere assieme provvedimenti su alcune materie?”. E se dovesse trattarsi del primo caso, risponde: “Proposta irricevibile”.

Quindi Meloni prosegue dicendo che “se la maggioranza propone provvedimenti condivisibili, noi non abbiamo problemi: FdI ha votato il taglio dei parlamentari, quando tutte le altre opposizioni votavano contro. Ma sulle grandi materie, come si può pensare che ci si trovi tutti d’accordo?”

Giorgetti, però – fa notare il quotidiano – ha buttato nella mischia il nome di Draghi, un governo di emergenza potrebbe avere un senso…? Risposta di Meloni: “Ma basta con governi nati in laboratorio: se Draghi vuole fare il premier si candidi, e se vince farà il premier. Qualunque altra ipotesi per me non esiste”.

Secondo la leader di FdI, “le nostre sono visioni totalmente divergenti” da quelle di Salvini, puntualizza. E su vari temi: banche, infrastrutture, crescita. E sul primo punto, Meloni dichiara: “E dovremmo difendere i risparmi con quelli favorevoli al nuovo trattato sul fondo salva-Stati?.

Sulle infrastrutture, puntualizza: “Lo ricordo, lo scorso governo andò in crisi per le divisioni tra M5S e Lega sulla Tav”. Infine la crescita: “Voglio vedere che intesa può mai esistere con chi sta facendo una manovra che prevede un incremento di tasse di 6 miliardi nel 2020 e di 11,2 nel 2021”. Insomma, nessuna visione comune, nessuna compatibilità.

Quindi Meloni aggiunge che se si vuole davvero bene all’Italia, “la soluzione migliore è far scegliere agli italiani un programma coeso per uscire dalla palude”. Personalmente, lei crede che “ne sia convinto anche Salvini”, che forse “lanciando questo sasso nel campo di Agramante voleva solo togliersi l’etichetta di sfasciatutto”, chiosa la leder di FdI, che quanto a riforme propone: “Si voti una Costituente assieme al prossimo Parlamento, e si vada anche per questo alle urne il più presto possibile. Non possono essere queste Camere, scarsamente rappresentative, a cambiare la Costituzione”.

E sulla legge elettorale, Meloni afferma che “se si vota oggi, anche con questa legge che non ci piace, avremmo una maggioranza forte e certa per governare per 5 anni il Paese”, ma resta dubbiosa sul fatto che Giorgetti si sia espresso “pronto a trattare sul sistema spagnolo” quando “la Lega ha raccolto le firme per abolire la quota proporzionale”. E si chiede: “E poi si tratta sul proporzionale, che perpetua l’ingovernabilità?”

Poi, sul futuro del governo e sul voto imminente dice: “Con o senza responsabili, questo governo non ce la farà ad andare avanti. Troppi personalismi, troppi aspiranti leader, troppe spinte contrapposte per la ricerca di consenso da parte di ogni forza politica e nessun collante”. Quindi chiosa: “C’è un logoramento quotidiano che non potrà che portare alla caduta del governo. Anche per questo, non possiamo essere certo noi a tendere loro la mano”.



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