Faraone: " Noi di Italia viva isolati? Gli alleati rinsaviscano"

Per il senatore "così com’è la riforma Bonafede apre profili di incostituzionalità ed è ispirata dal puro populismo giudiziario che penalizza le vittime"

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Armando Dadi / AGF 
Davide Faraone

“Una cosa è chiara: così com’è la riforma Bonafede apre profili di incostituzionalità ed è ispirata dal puro populismo giudiziario che penalizza le vittime”. È netto il giudizio del senatore di Italia viva Davide Faraone in un’intervista al Corriere della Sera, perché – spiega – “Non può esserci il paradosso dei condannati sine die. E nel ricordare il “caso Tortora”, aggiunge: “Si sa come è finita”.

Secondo il senatore renziano, in tema di giustizia “dovremmo occuparci, di accelerare i processi” perché solo così “non ci sarebbe più alcuna prescrizione”. Mentre, invece, “si agisce al contrario”, cosicché “intanto si rendono infiniti i processi e poi si vede”. Un modo di fare che lui considera “una follia”.

Quanto a Italia viva, Faraone ricorda che “noi di Italia viva siamo gli unici coerenti, non votiamo con il centrodestra” mentre “la Lega dopo aver fatto il pasticcio con i Cinque Stelle ora si riscopre garantista” e il Pd, “dopo aver contestato la riforma della prescrizione in nome del garantismo, ora si scopre giustizialista”. Secondo il senatore renziano, pertanto, Lega e Pd “sono senza bussola” e, al contrario, “Italia viva ha sempre avuto la barra dritta”. Poi polemicamente aggiunge: “Ci hanno detto che siamo isolati nella maggioranza sulla prescrizione: è vero, siamo splendidamente da soli a difendere il diritto degli italiani al giusto processo”.

E, prescrizione a parte, sul futuro del governo il senatore renziano afferma: “Un governo dura finché fa il bene del suo Paese”, però si augura che il Conte 2 ”duri fino a naturale scadenza, tanto più che abbiamo contribuito a farlo nascere, ma la nostra posizione sin dall’inizio è chiarissima: così come sulle tasse abbiamo modificato la manovra, sulla prescrizione continueremo a ricercare miglioramenti necessari in Parlamento e a chiedere azioni concrete sulla crescita”. Nella speranza che “tutta la maggioranza rinsavisca”, ma in caso contrario, “se non dovesse essere, noi continueremo a votare diversamente sulla prescrizione pur senza mettere in discussione la tenuta del governo” assicura il senatore di fede renziana.

 



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