Emendamenti e timing, scontro sulle riforme. Resta il dissenso nel Pd-Pdl

(AGI) - Roma - A chi le chiede se sia preoccupata dalnumero di emendamenti piovuti addosso al disegno di legge diriforma  [...]

Emendamenti e timing, scontro sulle riforme. Resta il dissenso nel Pd-Pdl

(AGI) - Roma, 16 lug. - A chi le chiede se sia preoccupata dalnumero di emendamenti piovuti addosso al disegno di legge diriforma costituzionale, Maria Elena Boschi risponde con un"affrontiamo un giorno alla volta". In effetti, in Aula apalazzo Madama e' in corso, e sono previste 17 ore ancora didibattito, la discussione generale con non meno di 7830emendamenti al ddl sulle Riforme Costituzionali. Di questicirca seimila arrivano da Sel.

Venerdi' non ci sara' seduta, per via del Cosac, l'incontrodei presidenti delle commissioni competenti in materia diaffari europei dei Parlamenti nazionali dell'Ue. Dunquel'inizio delle votazioni sembra scivolare all'inizio dellaprossima settimana. In mezzo c'e' l'aperta ostilita' di settori della 'stranamaggioranza' versione Pd-FI, plasticamente rapprsentata negliinterventi a palazzo Madama.

"Il mio intervento non e' facile,come altre volte mi e' capitato nel mio impegno politico, edevo dire che e' sempre su temi costituzionalio di leggielettorali o di referendum che mi trovo ad avere posizionidifferenti da quelle del partito di cui faccio parte", confessaad esempio il senatore democratico Vannino Chiti, capofila deldissenso sulle riforme.

"Questo non e' facile - riprende - perche' certamente nonfa piacere e non e' motivo di gioia: la mia esperienza e'quella di un uomo di partito, perche' pensoche i partiti sianoimportanti e fondamentali nella vita democratica, ma pensoanche che ognuno di noi deve rispondere alle proprieconvinzioni e alla propria coscienza, almeno sui temi cheriguardano la Costituzione".

"Si puo' naturalmente dissentire ma continuare ad accusaredi nefandezze il proprio partito, il proprio presidente delConsiglio, in sfregio alle decisioni assunte ripetutamente dalproprio gruppo parlamentare, e' francamente troppo", e' labacchettata che arrivera' in seguito, e non solo a lui, dalcollega di partito, e di gruppo, Marcucci.

Ne' i malpancisti si chiudono nel silenzio tra i banchi diFI, nonostante ancora ieri Silvio Berlusconi abbia fatto capireche chi si mette di traverso puo' cercare casa altrove, leggiNcd, e rischia di esserci accompagnato da una sanzione deiprobiviri, la 'magistratura' interna alla quale compete neipartiti di sanzionare le infrazioni piu gravi.

"Il premiervuole un nuovo assetto istituzionale e una legge elettoralepronti all'uso per la prossima primavera". E' l'affondo delsenatore FI Augusto Minzolini. Punta molto sulla tempistica delgoverno, l'ex direttore del Tg1 per "smascherare il non detto"di un dibattito che, dice ancora, "e' inquinato da uno spessostrato di ipocrisia".

Renzi vuole il nuovo assetto el'approvazione della legge elettorale, magari per giugno,continua Minzolini che da senatore torna a calarsi nei pannidel 'retroscenista' politico, quando "di fronte ad unasituazione economica che potrebbe restare estremamenteproblematica avra' bisogno di una via d'uscita, cioe' delleelezioni anticipate, prima che il suo rapporto di fiducia conil Paese venga meno e gli si presenti lo spettro di un destinosimile a quello di Letta e Monti". (AGI)