Ecco la road map di Mattarella per il 2017 ma "basta odio"

Il Presidente traccia il cammino fino a fine legislatura: dagli impegni internazionali a una legge elettorale efficace e condivisa

Ecco la road map di Mattarella per il 2017 ma "basta odio"
Sergio Mattarella (afp) 

Roma - Il 2017 alle porte, l'Italia ancora in difficoltà ma chiamata a un ruolo internazionale, forze politiche divise ed elettori che hanno espresso una forte voglia di partecipazione. Sergio Mattarella riunisce al Quirinale le istituzioni e le forze sociali della Repubblica, le Alte cariche, e traccia un quadro dei mesi a venire, una sorta di road map che attende chiunque abbia responsabilità nel Paese.

Presente il neo premier Paolo Gentiloni e anche, dopo molti mesi ma in gran spolvero, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, assente invece Matteo Renzi come la gran parte degli esponenti M5s. Innanzitutto il Capo dello Stato traccia una linea temporale chiara: da gennaio a fine maggio l'Italia è chiamata a ospitare vertici internazionali, dall'anniversario dei Trattati di Roma al G7, e siederà nel Consiglio di sicurezza dell'Onu, tutti impegni in cui "sono in gioco il ruolo e il prestigio" del nostro Paese. Resta però chiaro che il referendum ha segnato un discrimine che nessuno può ignorare e il presidente Mattarella non intende farlo: l'alta affluenza, ha certo mostrato "la solidità della nostra democrazia".

Gli appuntamenti del 2017

Ma nel 2017 si entra nell'ultimo anno della legislatura, tra un anno e qualche mese al massimo si farà la verifica "dell'allineamento" tra l'orientamento dell'elettorato (che nel referendum si è indirettamente espresso) e le Camere, cioè le elezioni. Se la data del voto sarà o meno anticipata sarà decisione demandata al Parlamento: si andrà alle urne solo ed esclusivamente quando "l'andamento della vita parlamentare ne determinerà le condizioni". Su questo il Capo dello Stato non può e non intende intervenire in alcun modo. Ma è altrettanto chiaro che, al netto degli appuntamenti internazionali, si potranno svolgere elezioni solo dopo che si saranno approvate due leggi elettorali per Camera e Senato "omogenee, non inconciliabili fra loro" e "pienamente operative". Dunque due leggi che diano "esiti chiari" per le elezioni e che siano applicabili immediatamente, mentre ora sono una maggioritaria, l'Italicum, e l'altra proporzionale, il Consultellum. E quest'ultimo, per di più, non è applicabile poiché attende adeguamenti sul tema delle preferenze.

Governo in pienezza funzioni

Mentre l'Italia svolge il suo ruolo internazionale e il Parlamento vara la legge elettorale, un governo c'è ed è "nella pienezza delle sue funzioni". Ora si dedicherà ai problemi del Paese, dalla ricostruzione delle zone colpite dal terremoto alla situazione economica, dalla vicenda banche ai problemi legati alla tutela delle aziende italiane, ultimamente sotto l'attacco di operatori esteri, dalla disoccupazione ai migranti.

Ma per il Capo dello Stato il referendum ha evidenziato anche "una domanda di maggior partecipazione, non episodica ma costante". Si tratta di una partecipazione che "non va strumentalizzata nè manipolata", innanzitutto garantendo un clima "più sereno, costruttivo e rispettoso delle opinioni altrui". Le forze politiche evitino dunque di suscitare "inimicizia o addirittura odio" perché chi lo fa "agisce contro la comunità nazionale e si illude di poterne orientare la direzione".

Più rispetto in politica

Un discorso ad ampio spettro, non limitato a questo o quel partito, ma che investe ormai le modalità complessive della dialettica politica. E dunque sarebbe bene che anche chi ha ruoli di rilievo si impegnasse per mostrare "rispetto" oltre che per avanzare proposte verso i giovani disoccupati e le persone in difficoltà. E mentre sul fronte interno si agita il disagio che segue la crisi economica, sul fronte internazionale ancora una volta si registrano drammi umanitari come quello di Aleppo ed episodi di terrorismo come a Berlino, in Giordania o ad Ankara. Drammi di cui non possiamo non renderci conto e sui quali ci si deve interrogare per capire se "il dibattito politico che si svolge in Italia e in Europa sia sempre all'altezza dei tempi".

Insomma una road map chiara, si spiega al Colle, con una legge elettorale condivisa, gli impegni internazionali in agenda e, quando le forze parlamentari lo decideranno, il voto politico. Il Capo dello Stato non intende temporeggiare per partito preso. Ma le forze politiche, che pure alle consultazioni erano state compatte per avere le urne subito dopo la riforma elettorale, ora paiono meno determinate. Una su tutte Forza Italia. Attivissimo durante il ricevimento al Quirinale subito dopo il discorso di Mattarella, Silvio Berlusconi ha avvicinato Paolo Gentiloni e, dopo avergli posato una mano sul braccio gli ha assicurato nell'orecchio: "noi ci siamo su tutti, a cominciare da Mps". Un timido sorriso del premier, uno istituzionale del Capo dello Stato, qualche sopracciglio alzato tra i renziani. La cornice indicata da Mattarella è chiara, tocca ai partiti dipingere il quadro del 2017.