E' scontro tra Lega e sindacati sui licenziamenti nel Carroccio

(AGI) - Milano, 3 dic. - E' scontro tra la Lega Nord e isindacati che rappresentano i 71 dipendenti per cui il partitodi Matteo Salvini ha avviato la procedura ex 223/91 chedisciplina i licenziamenti collettivi. Stando a quanto siapprende, si e' risolto in un nulla di fatto l'incontro che sie' svolto ieri a Roma e la trattativa e' stata rinviata al 23.In particolare, i sindacati hanno espresso "preoccupazione perle ricadute occupazionali dell'operazione e chiesto il ritirodella procedura ex 223/91 in quanto strumento non idoneo allaristrutturazione del movimento politico e della sua

(AGI) - Milano, 3 dic. - E' scontro tra la Lega Nord e isindacati che rappresentano i 71 dipendenti per cui il partitodi Matteo Salvini ha avviato la procedura ex 223/91 chedisciplina i licenziamenti collettivi. Stando a quanto siapprende, si e' risolto in un nulla di fatto l'incontro che sie' svolto ieri a Roma e la trattativa e' stata rinviata al 23.In particolare, i sindacati hanno espresso "preoccupazione perle ricadute occupazionali dell'operazione e chiesto il ritirodella procedura ex 223/91 in quanto strumento non idoneo allaristrutturazione del movimento politico e della suaorganizzazione - si spiega in un resoconto della Cgil, diffusoai dipendenti di via Bellerio -. E' stato fatto notare che ledichiarazioni rese dai dirigenti politici alla stampa e ailavoratori circa il rilancio del movimento della Lega siano incontraddizione con la procedura che prevede il licenziamento ditutto il personale in organico. E' stata chiesta chiarezzacirca le prospettive di un movimento politico che per evidentiragioni non si puo' reggere attraverso il lavoro esclusivo deivolontari". La Lega - si continua - ha evidenziato la propriadisponibilita' a definire strumenti alternativi ailicenziamenti (utilizzo di ammortizzatori sociali) ma di "nonessere disponibile a ritirare la procedura in quanto coerentecon il quadro finanziario attuale (esaurimento della liquidita'e rischi legati al mancato pagamento delle fatture)". Nel documento si ricostruiscono anche le motivazioniaddotte dal partito per giustificare il ricorso ailicenziamenti: in primis "andamento negativo dei risultatipolitici negli ultimi anni (fatto salvo i recenti risultati ele previsioni ottimistiche per il futuro); in secondo luogo,sono state citate le "modifiche relative al finanziamentopubblico dei partiti". "Questi due elementi vengono consideraticome la causa principale del precario equilibrio economicofinanziario attuale, che si caratterizza con gli ultimiesercizi economici (compreso il 2014) in forte perdita", siprosegue. La Lega ha dichiarato - si aggiunge - di voler "operare nelsenso del risanamento finanziario senza minare le prospettive eil percorso politico modificando la propria 'macchinaorganizzativa': i criteri che dovrebbero guidare il cambiamentoorganizzativo consistono nell'esternalizzazione dei serviziprofessionali qualificati, nel volontariato politico e in unamaggiore flessibilita' della struttura organizzativa (adesempio durante l'organizzazione delle campagne elettorali)". La Cgil, infine, riferisce di aver chiesto "anchechiarimenti circa i dati economici di bilancio facendo rilevareche il costo del personale non rappresenta certamente uno deicosti principali del bilancio e criticando il fatto che perl'esame della procedura ex 223/91 non fosse presente alcundirigente della Lega". (AGI)