Direzione Pd, Renzi "non abbiamo paura del voto"

Direzione Pd, Renzi "non abbiamo paura del voto"
 Renzi Pd 

Roma - La direzione nazionale del Partito Democratico al Nazareno si è conclusa con l'approvazione all'unanimità dell'incarico a Paolo Gentiloni di formare il nuovo governo.
 


Renzi: nei prossimi mesi al voto, Pd non ha mai paura

"Se si fa un congresso, sarà l'assemblea a definire le modalità delle candidature, poi la direzione, poi i nostri iscritti ed elettori. Nell'arco dei prossimi mesi andremo a un passaggio di elezioni politiche. Non abbiamo paura mai del confronto con le persone", ha affermato il segretario del Pd, Matteo Renzi. "Io sono dell'idea che occorre rispettare lo Statuto e che domenica l'Assemblea debba decidere se fare o no il congresso. Io vorrei farlo".

Quanto al referendum del 4 dicembre, se il 59 per cento e' un voto politico, "allora lo è anche il 41 per cento", ha sostenuto Renzi, rispondendo alla minoranza dem che avevano denunciato la distanza avvertita su come, senza un recupero dei temi di sinistra, il partito sia destinato a morire. "L'elettorato di sinistra e popolare non l'ha mai visto nemmeno col binocolo il 40 per cento. Quell'elettorato non ha mai avuto il 40 per cento, anche quando c'erano personalità molto più alte di quella seduta a questo tavolo, e anche di quelle sedute dall'altra parte del tavolo", ha sottolineato il segretario.

 

Speranza: Serve un cambio politico o il Pd muore

Rivolgendosi alla direzione del Pd, Roberto Speranza ha intimato, "dobbiamo riconoscere i nostri errori e cambiare rotta radicalmente". "Non sono stati giorni facili, e non sono giorni facili per nessuno dentro" la direzione del Pd, ma "anche dietro a posizioni diverse c'è un segnale profondo a cui non possiamo sottrarci". "Dopo le regionali si è messa la testa sotto la sabbia. L'immagine di una 'Italia Felix' era tale solo in televisione e lo si coglieva nelle strade. Da qui dobbiamo partire anche oggi, dalla vita delle persone, di chi è fuori dal sistema. Abbiamo fatto la parte di quelli che stanno solo dalla parte di chi ce la fa. Così la sinistra non ha più senso e il Pd semplicemente muore", ha aggiunto il deputato. Quanto al congresso del Pd, non puo' essere "la rivincita del capo irritato per come è andato il referendum. Serve un congresso vero, sulla nostra collocazione politica. Un congresso e non un votificio di una domenica mattina", ha sottolineato Speranza. 


 

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Orfini: oggi siamo urticanti per la parte più debole del Paese

Per il presidente dell'Assemblea Pd, Matteo Orfini, il Partito Democratico ha visto crescere la distanza tra sè e la parte più debole del Paese. Il voto del 4 dicembre "ha segnato l'esistenza di una grande questione sociale in questo Paese, ma voglio dire a tutti che non è un fatto di oggi, ma un dato storico che permane nel nostro partito. Nel 2013 arrivammo terzi fra i giovani precari. E' un trend strutturale", ha aggiunto Orfini. "Si è stratificata una distanza oggettiva nella fascia più debole del paese e noi. Ci dobbiamo mettere in testa che per risolvere una questione del genere serve un grande soggetto collettivo che si metta a disposizione del Paese. Oggi non siamo questo. Il Pd oggi è urticante per quella parte del Paese". 

Cuperlo: senza rispetto reciproco un partito è debole

"Senza rispetto reciproco un partito e' debole": ne è convinto il deputato della minoranza dem, Gianni Cuperlo, che intervenendo alla direzione nazionale del Pd, ha sottolineato come "sul tema del governo e dell'incarico a Paolo Gentiloni questo organismo deve fornire pieno sostegno per la considerazione della persona indicata, per il suo equilibrio e la sua esperienza e la sua saggezza". "Si tratta di un governo con un mandato molto definito, di scopo: ci sono delle emergenze e degli impegni internazionali, bisogna restituire al Parlamento la possibilità di riprendere la legge elettorale e poi accompagnare il Paese al voto", ha aggiunto.